| Vertice UE-Africa, tutto fumo e niente arrosto |
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| Written by Alessandro Di Maio | |
| Wednesday, 26 December 2007 | |
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Il vertice euro-africano tenutosi a Lisbona dal 7 al 9 Dicembre si è concluso con molto fumo e niente arrosto. Dovuto alla necessità di un incontro generale tra i due continenti che non avveniva dal passato meeting al Cairo di sette anni fa, il vertice ospitato dalla capitale portoghese ha visto la partecipazione di 27 primi ministri dell’UE e 40 presidenti africani con l’obiettivo di avviare un rinnovato rapporto politico-strategico in situazione di parità contrattuale tra il continente europeo, maggior blocco commerciale al mondo, e quello africano, di gran lunga il più povero. La rappresentanza africana, compatta in modo inusuale, si è trovata di fronte un’Europa divisa, che ha sfoggiato la mancanza di una propria direzione centrale nella politica estera, mediante posizioni diverse che vanno dalla “francafrique” francese alla generale incapacità europea di prendere posizione sul dramma somalo, passando per le ripicche inglesi nei confronti del presidente-dittatore dello Zimbabwe, Robert Mugabe, la cui presenza al meeting ha fatto disertare il premier inglese Gordon Brown. Il documento finale del vertice promette cooperazioni tra uguali negli investimenti, nello sviluppo, nei diritti umani e nel mantenimento della pace, ma se per i capi di Stato africani l’incontro doveva sancire definitivamente la fine di qualsiasi rapporto paternalistico tra i due continenti, per l’UE esso puntava alla compensazione della presenza cinese in Africa. Da anni ormai Europa e Usa non sono più gli unici sbocchi commerciali dell’Africa. Al fine di procurarsi le materie prime necessarie al proprio sviluppo, la Cina è riuscita a tessere stretti legami commerciali con il continente nero, utilizzando accordi bilaterali che rispetto a quelli euro-africani sono più equi e non vincolati al rispetto dei diritti umani e dell’attività democratica dei governi africani. A differenza dell’Occidente, la Cina non giudica i suoi contraenti, bada poco alle loro caratteristiche politiche. Prima di invadere i singoli mercati interni con prodotti di scarso livello tecnologico e di barattare le materie prime per le infrastrutture di cui il continente nero ha grande necessità, si limita a chiedere il non riconoscimento di Taiwan. Benché l’UE sia ancora il principale partner commerciale del continente nero, non è più in grado di mantenere il controllo delle singole economie africane. La necessità di rinforzare i legami tra i due vecchi continenti, ragione del meeting di Lisbona, è però sfumata nel settarismo delle politiche estere europee e nella lunga discussione sul contenimento dell’emigrazione clandestina, nelle elemosine UE allo sviluppo dell’Africa e nella diatriba sulla partecipazione al meeting del presidente dello Zimbabwe Mugabe e del sudanese Omar Al Bashir, più volte additato come responsabile di parte dei crimini nel Darfur; il tutto mentre il leader libico Muammar Gheddafi ha reiterato la richiesta di indennizzi per il periodo coloniale. Nonostante i sorrisi dei capi di Stato e governo, l’unico risultato certo del meeting di Lisbona è che se ne riparlerà nel 2010, in occasione di un nuovo vertice euro-africano.
Alessandro Di Maio (pubblicato il 16 Dicembre 2007) |
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| Last Updated ( Wednesday, 26 December 2007 ) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.