| Aspettando il 26° Torino Film Festival |
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| Written by Gabriele Angelo Perrone | |
| Monday, 17 November 2008 | |
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La 26° edizione del Torino Film Festival (21 – 29 novembre) è ormai alle porte, e in attesa che le sale dei cinema spengano le luci per dare spazio allo “schermo a tre punte”, giovedì 13 presso la Fnac di Torino sono stati presentati i tre cataloghi ideati per le tre retrospettive di questa edizione: Roman Polanski, Jean-Pierre Melville “il più americano dei registi francesi”, e British Renaissance – Gioventù, amore e rabbia nel cinema inglese degli anni Ottanta. Alla presenza dei curatori delle pubblicazioni Il Castoro, Emanuela Martini, Mauro Gervasini e Stefano Francia di Celle, coordinati da Gianni Volpi, il pubblico partecipe ha potuto conoscere, o anche ricordare, aneddoti ed episodi legati ai fenomeni e personaggi dei diversi eventi in programma. Sulla retrospettiva Roman Polanski saranno presentati tutti i suoi film e alcune riprese in video di allestimenti teatrali, in più il 22 novembre nella sala uno del Cinema Massimo Nanni Moretti dialogherà con il regista premio Oscar (lo stesso Polanski introdurrà due delle numerose proiezioni previste per la retrospettiva a lui dedicata, quali Chinatown e Il pianista, inoltre ROMAN POLANSKI: WANTED AND DESIRED, il documentario sullo scandalo sessuale che lo coinvolse diretto dalla regista Marina Zenovich. Anche per Melville (tavola rotonda sull’autore prevista durante i giorni del festival), sarà possibile vedere tutta la sua opera, in parte restaurata, invece per la British Renaissance, 35 titoli tra i più significativi di quel periodo. “Questi volumi, ormai – introduce Gianni Volpi – parecchie decine, hanno il merito, ogni anno, di farci riflettere, di fare il punto su autori o movimenti, come ad esempio quello sulla Nouvelle Vague così come quello su John Cassavetes. Iniziamo con Melville: perché proprio questo autore? E, in che chiave è riproponibile?” “Intanto perché questo autore piace sia a Barbera (Museo del cinema), sia a Moretti – incalza rispondendo l’autrice Emanuela Martini – ma soprattutto perché è un autore scomparso tra i giovani. Melville, oltre ad essere stato fonte di ispirazione per registi contemporanei come Tarantino, Walter Hill e John Wo, è un autore di passaggio tra il cinema classico e la Nouvelle Vague, completamente innamorato del cinema classico americano”. Continua l’atro curatore del catalogo Mauro Gervasini, “nonostante abbia realizzato solo 13 film, Melville è un autore complesso, di difficile interpretazione in quanto molto diverso a se stesso in ogni film, compreso quei sei noir che ha realizzato”.
Da Melville a Polanski, Stefano Francia di Celle tiene a precisare “il catalogo è frutto di una stretta collaborazione con il regista, e si basa su delle sue precise dichiarazioni pubbliche. Oltre a ciò, definendo il lavoro mi sono reso conto come Polanski sia un regista meticoloso, ostacolo che in seguito riesce ad abbattere attraverso la creatività che lo contraddistingue. Però – continua – questo suo metodo è in un certo senso, anche la sua condanna; ad esempio riconosce il fallimento delineatosi con Pirates (Pirati – 1986), causato soprattutto da una eccessiva e troppo lunga preparazione, oltre a diverse e varie vicissitudini produttive”.
Da Polanski alla British Renaissance, nuovamente raccontata dalla voce di Emanuela Martini. “Bisogna subito precisare, che non si tratta di un movimento ma di un fenomeno importante dovuto soprattutto dalla fondazione nel 1981 di Channel 4. Questo nuovo canale si poneva come obiettivo la realizzazione di un palinsesto originale, permettendo così la programmazione ed esecuzione di progetti indipendenti. Fu così che in Inghilterra si visse improvvisamente una fioritura, perché diversi nuovi autori, tra loro differenti, sono potuti uscire allo scoperto uniti da una precisa posizione politica: contro la lady di ferro Thatcher, amante di varietà e quiz a premi”. Durante l’incontro, inoltre, i partecipanti si sono divertiti a ricordare particolari aneddoti sia su Melville che Polanski; “nel set di Rosmary’s Baby (Nastro rosso a New York - 1968) vi furono diversi giorni tumultuosi a causa della separazione tra Mia Farrow e Frank Sinatra – ricorda Volpi – terminati con la consegna delle carte da parte di Sinatra alla Farrow, che quasi causarono l’interruzione delle riprese (divertito Gervasini ricorda una nota battuta di Woody Allen, “io ho paura degli amici di Frank Sinatra). Su Melville, regista cinefilo soprattutto nel quotidiano, invece è stato ricordato il gesto di stizza che manifestò quando gli dissero che i suoi primi film (apprezzati dalla Nouvelle Vague) erano molto bressoniani (apprezzamento che accetterebbe chiunque): “Non sono io ad essere bressoniano, semmai è lui ad essere melvilliano”.
Gabriele Angelo Perrone (pubblicato il 16 Novembre 2008) |
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| Last Updated ( Monday, 17 November 2008 ) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.