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LaSpecula.com International Weekly Magazine

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Pakistan, giornata storica di caldo PDF Print E-mail
Written by Daniele Ingemi/LaSpecula.com   
Saturday, 29 May 2010

Giornata storica in Pakistan, con i +53° di ieri è stato stabilito il nuovo record mondiale di caldo per il mese di Maggio. In Pakistan il caldo ha raggiunto il proprio apice nella giornata di ieri, tanto da far registrare dei picchi di +53°, infrangendo il vecchio record di caldo mondiale per il mese di Maggio. Da domani possibili i +50° sul territorio indiano

        

Dati alla mano la tremenda ondata di calore che da giorni attanaglia il Pakistan può essere catalogata come una delle più intense di sempre mai registrate fino ad ora sul nostro pianeta nel mese di Maggio.

 

Già nei giorni scorsi, le prime massime over +50° registrate in diverse località nel sud del paese, erano solo le avvisaglie che lasciavano intuire che stavolta il caldo avrebbe fatto veramente sul serio, al punto di abbattere numerosi record assoluti e non solo. Ed in effetti tali supposizioni sono state pienamente rispettate.

 

Proprio ieri l’infernale calura intrappolata lungo le strette vallate interne del Pakistan centro-meridionale ha raggiunto il suo apice. Per la prima volta in Pakistan il termometro di una stazione sinottica, in questo caso quella di Sibi, ha lambito l’invalicabile limite strutturale dei +53.0° all’ombra. Si tratta di un dato che ha una valenza storica non indifferente, non solo per il Pakistan o il continente asiatico, ma per l’intera climatologia mondiale.

 

In realtà il valore più elevato di ieri si è stabilito nel sito archeologico (e per fortuna disabitato) di Moen Jo daro, dove la colonnina di mercurio della locale stazione nel pomeriggio si è fermate agli allucinanti +53.5°, subito seguiti a ruota dai +53.0° netti di Sibi, città densamente abitata, dove il caldo estremo di ieri purtroppo si è fatto sentire pesantemente sulla popolazione locale, cagionando anche delle vittime.

 

In poche parole gli straordinari +53.5° di Moen Jo daro, oltre a stabilire il nuovo record assoluto di caldo per il Pakistan e per l’intero continente asiatico, hanno letteralmente mangiato il precedente record di caldo mondiale per il mese di Maggio, appartenente a Larkana (sempre in Pakistan) con +52.7° nel Maggio del 1998.

 

Ora però la cosa ancora più inconsueta è che il freschissimo record mondiale di Maggio, di Moen Jo daro, supera persino quello di Giugno, detenuto da Lake Hvasu City, con i +53.3° realizzati nel Giugno del 1994.

 

Ma l’anomalia non finisce mica qui. A quanto pare questo è l’unico caso al mondo in cui i record mondiali o anche continentali (di caldo o freddo) sono venuti fuori all’improvviso, senza seguire alcuna sequenza temporale. Anche questo fino ad ora non era mai accaduto prima.

 

L’eccezionale ondata di calore ovviamente ha avuto importanti ripercussioni anche in quota e sulle località che poggiano sui rilievi, basti pensare ai +43.5° fatti da Panjgur a soli 980 metri di altezza o quello della città di Quetta (aeroporto), con una massima di +38.3° a quasi 1600 metri di quota.

 

Al mondo, a parte il vicino Iran, è molto difficile trovare dei posti che a pari quote possano eguagliare simili valori. Qui sicuramente è l’aspra orografia di questi luoghi, tra Pakistan centro-meridionale e Iran sud-orientale (regione del Belucistan), caratterizzata da ampie e strette vallate e canyon profondi chiusi tra i rilievi, che gioca un ruolo fondamentale per assicurare simili valori termici, a volte talmente estremi da rendere questi posti totalmente disabitati.

 

In questi giorni sul Pakistan si sono verificate situazioni meteo/climatiche che hanno permesso il record: una massa d’aria molto calda e soprattutto secca semi-stazionaria a tutte le quote, con isoterme "orografiche" di oltre i +35° +36° a 850 hpa, supportata nei bassi strati da scarsa ventilazione e totale serenità del cielo, elementi fondamentali per una massima radiazione solare.

 

Se questi elementi vanno sommati alla peculiare conformazione orografica e alla morfologia delle vallate su cui sorgono i siti che hanno registrato i picchi di +52° +53°, viene alla luce tutto il potenziale di questi luoghi particolari, per non dire unici al mondo, al punto da riuscire a intrappolare, immagazzinare e ulteriormente scaldare (anche per compressione adiabatica) la già bollente massa d’aria tropicale che vi staziona sopra ormai da mesi.

 

Ancora, a parte lo strano "Nino" appena cessato sul Pacifico, non ci sono altre spiegazione valide che possano giustificare la storica ondata di calore di questi giorni. Di certo però si può affermare che il posizionamento anomalo, a nord dell’Himalaya, della corrente a getto sub-tropicale, sta influendo sensibilmente nell’area indo-pakistana, favorendo un maggiore accumulo di aria calda tropicale fino alle alte quote, rendendo cosi l’onda calda sul sub-continente indiano ancora più pesante e dura da scalfire dai primi timidi influssi monsonici da O-SO, in arrivo dal Mar Arabico orientale.

 

Probabilmente i torridi e polverosi venti da Ovest e O-NO sposteranno l’opprimente lingua di calore dal Pakistan centro-meridionale al nord degli stati indiani, specie sullo stato semi-desertico del Rajasthan, dove per la prima volta dopo 15 anni si potrà lambire la soglia dei +50° all’ombra.

 

Ricordiamo che l’ultima volta in India i +50.0° si toccarono a Ganganagar, mentre il record assoluto indiano è mantenuto da Alwar da molti anni, con i +50.6° nel 10 Maggio del 1956. Visto la delicata situazione meteo/climatica non è escluso che nei prossimi giorni tale record nazionale possa essere superato e migliorato dopo la bellezza di ben 54 anni.

 

Riguardo al monsone esso sta già colpendo l’estremo sud dell’India, le Maldive, le isole Laccadive e Andamane, e nei prossimi giorni intense precipitazioni si potranno riversare sul Kelara, Mysore e sullo Sri Lanka, mentre il rapido cedimento della pressione sul sub-continente indiano, a seguito della forte ondata di calore in arrivo dal Pakistan, causerà un notevole rinforzo dei venti monsonici da Sud-ovest, fino a burrasca, sia sul mare Arabico che sul golfo del Bengala, dove i mari diverranno agitati o persino molto agitati a largo, con onde alte fino a 3-4 metri.

 

Daniele Ingemi/LaSpecula.com

(pubblicato il 27 Maggio 2010)

Last Updated ( Saturday, 29 May 2010 )
 
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Australia floods cause years of damage

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