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El dia de las letras gallegas: tra proteste in piazza e rivendicazione culturale PDF Print E-mail
Written by Patrizia Riso   
Saturday, 29 May 2010

El dia de las letras gallegas è una festa istituita nel 1963 dalla Real Academia Gallega, che ogni anno viene dedicata ad un autore gallego diverso. La data è il 17 maggio giorno in cui, nel 1863, venne pubblicata a La Habana l’opera Cantares Gallegos di Rosalía de Castro. Viene considerato il giorno della rinascita culturale del gallego. Per la sua celebrazione, oltre a feste ed eventi culturali, ogni anno la gente scende in piazza per manifestare il suo attaccamento alla lingua che considera propria, ancor prima del castellano.

      

Questo per le associazioni che difendono il gallego, significa la scomparsa del gallego dalle scuole delle città, dove la tendenza a preferire il castellano come lingua di uso quotidiano è più forte rispetto alla provincia. In più nella scuola primaria, le materie scientifiche verranno insegnate in castellano, mentre quelle umanitarie e sociali in gallego. I contestatori del decreto, si fanno forti anche delle critiche che il decreto ha ottenuto da parte della Agenzia Europea per le lingue minoritarie, cioè una Ong con potere consultivo per gli organi della Ue.

È anche una questione di dignità della Galizia e della sua gente, anche in confronto con le altre province autonome spagnole come la Catalogna o la Comunità Valenziana, senza fare riferimento al País Vasco la provincia dove il sentimento autonomistico, e quindi anche la difesa della lingua, è fortissimo. Mentre in queste province la difesa della lingua autoctona riceve aiuti e incentivi, la politica del Partito Popolare in Galizia sembra invece svantaggiarla.

Secondo Carlos Callón, presidente dell’associazione Queremos Galego! La decisione di Feijóo, rientra nella più generale politica del Partito Popolare, dal momento che usa la Xunta come trampolino di lancio per altri obiettivi. Addirittura sembra che ora il presidente parli di imposizione del gallego, riferendosi però ad un piano che lui stesso aveva approvato anni prima. Secondo Callón Feijóo soffre una “gallegofobia”, prodotto della pressione mediatica dei gruppi di comunicazione a lui vicini e della stessa evoluzione del PP in Spagna che ha provocato un cambiamento nel PP gallego.

Mentre il corteo colorato da molte bandiere del PSOE e dei partiti regionalisti, sfilava per le strade di Santiago il 17 maggio scorso, Alberto Núñez Feijóo si impegnava davanti al presidente della Real Academia Galega Xosé Luis Méndez Ferrín, a cercare di stabilire “un grande patto per la lingua”. Il modello linguistico di questo grande patto si dovrebbe basare su quattro punti: il riconoscimento ufficiale di gallego e castellano, la considerazione del gallego come lingua propria della Galizia, l’azione positiva per l’estensione della sua conoscenza, del suo uso e infine l’applicazione del principio di “non discriminazione per ragioni di lingua”.

Patrizia Riso

Pubblicato il 29 maggio 2010

Last Updated ( Saturday, 29 May 2010 )
 
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