| Nuove regole per il web journalism: intervista a Marco di Maio, presidente ANSO |
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| Written by Patrizia Riso | |
| Thursday, 01 July 2010 | |
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Mentre il Parlamento italiano aspira a trasformare in legge limitazioni alla libertà di stampa, anche le libertà di chi lavora sul web sembrano dare altrettante preoccupazioni. A questo si aggiunge il bisogno di regolare il rapporto tra carta stampata e web journalism. Marco di Maio, presidente dell’Associazione Nazionale Stampa Online ed ex direttore di romagnaoggi.it (incarico che ha lasciato in seguito al suo impegno politico come consigliere comunale del PD a Forlì), ci spiega in una recente intervista, cosa dovrebbe cambiare e cosa è già cambiato nel mondo dell’informazione online.
Si può pensare, nei prossimi anni di rinnovare la deontologia della professione giornalistica in un’ottica che sia più attenta al web 2.0? «Manca a livello professionale un riconoscimento pieno del ruolo del giornalista online che oggi è una realtà anche se non sono tanti come quelli della carta della carta stampata, grazie alla facilità con cui ci si può iscrivere all’ordine. Un esempio? Loredana Lecciso è iscritta all’ordine. Manca uno status del giornalista online che agevolerebbe il ruolo degli editori online per poter assumere persone in modo chiaro, definito con un compenso definito perché i contratti giornalistici tradizionali sono inapplicabili, sia perché sono molto onerosi non tanto per il netto quanto per i costi che ci sono e poi perché è un riconoscere quello che sarà una prospettiva futura di questo mestiere. Non ci saranno più i giornalisti della carta stampata ma saranno sempre di più giornalisti che dovranno interagire con il web, montare audio e video, fare foto. Da un lato questo potrebbe abbassare la professionalità di chi già lo fa, però sicuramente lo status va individuato. Dall’altra parte a livello nazionale non c’è nessuna norma che parli di quotidiano online e questo crea una voragine dal punto di vista giuridico quando si crea un contenzioso tra un giornale online e un altro soggetto perché non si sa a quali normative appigliarsi».
Quanto manca per colmare questo vuoto anche giuridico? «C’è una questione imminente per cui tanti colleghi, dal momento che io nasco giornalista e poi divento editore, stanno lavorando in un giornale online senza avere un contratto da giornale online. Per cui in prospettiva, bisogna rivedere tutta una serie di norme che stanno alla base della professione giornalistica perché bisogna tener conto delle nuove tecnologie e di tutti i nuovi fattori ad esse connessi».
Crede sia pensabile creare una sorta di regole in ambito dell’informazione locale per evitare lo sfruttamento e regolare le assunzioni? «È difficile. I giornalisti non lavorano in una catena di montaggio per cui un lavoro continuativo in una redazione non può essere retribuito ad articoli. Noi a romagnaoggi (il giornale che dirigevo ndr) abbiamo scelto di dare un forfait mensile al giornalista che deve recuperare la sua dignità. Il nostro è un lavoro differente e non può essere equiparato a chi avvita bulloni e più bulloni avviti più guadagni. A romagnaoggi ci sono solo ragazzi che si sono formati nel nostro giornale online e non provengono da esperienze nella carta stampata. Oggi ci sono ragazzi e ragazze che iniziano la loro carriera esclusivamente online, questo è il cambiamento». Patrizia Riso Pubblicato il 01 luglio 2010 |
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| Last Updated ( Thursday, 01 July 2010 ) |
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Tel Aviv, Israel - Israel says the disclosure that Iran is building a second nuclear enrichment facility proves it "wants to equip itself with nuclear weapons". Foreign Minister Avigdor Lieberman said Israel wanted to see an "unequivocal" Western response to the development. Tehran insists that the site, under construction near the city of Qom, is being built in line with United Nations regulations, though this is contested.
Camberra, Australia - Kevin Rudd's most important diplomatic goal is within reach: having the Group of 20 converted into a permanent decision-making body that gives Australia an influence it has never previously enjoyed. Early reports from the US side from the Pittsburgh summit suggest world leaders have decided to make the G20 the prime global body for economic decision-making. If such impressions are confirmed this is a substantial shift in international power arrangements.