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Shrek e vissero felici e contenti, ultimo capitolo PDF Print E-mail
Written by Lucia Bartolone   
Thursday, 26 August 2010

Giunto al suo quarto ed ultimo capitolo, Shrek si prepara a salutare i milioni di fans che lo hanno amato sin dalla sua prima apparizione nel 2001. Con Shrek e vissero felici e contenti, la DreamWorks conclude una delle saghe più divertenti ed ironiche della storia del cinema d’animazione.

       

 

Felicemente sposato con la principessa Fiona e padre di tre pargoletti, Shrek soffre la routine della vita coniugale: l’orco, schiacciato dalle responsabilità di genitore e scoperte le gioie e i dolori della paternità, ha nostalgia dei tempi in cui se andava in giro spensierato, terrorizzando i passanti e concedendosi meravigliosi bagni di fango. Insomma, in piena maturità, Shrek rimpiange di non essere più l’orco di una volta e desidera poter rivivere anche solo un giorno di quella vita passata. Caduto tra le grinfie del perfido Tremotino, Shrek firma un accordo in cui Tremotino gli offre la possibilità di tornare alla sua vecchia vita, scambiando questo giorno con uno a caso (ma non così tanto) del suo passato.

 

Ma la realtà di Molto Molto Lontano è diversa: Shrek scopre di non essere mai nato e di non aver, quindi, mai salvato Fiona dalla torre e dall’incantesimo che l’ha tramutata per sempre in un orco. L’amore della sua vita non lo conosce e, anzi, è diventata una guerriera a capo di un esercito di orchi che guidano la resistenza contro Tremotino, divenuto il re di Molto Molto Lontano. L’unico modo che ha Shrek per sistemare le cose è scambiarsi un bacio di vero amore con Fiona prima dell’inizio di un nuovo giorno, ma la cosa non si rivelerà facile. Un’avventura esilarante all’insegna di rocamboleschi inseguimenti su scope volanti ed elettrizzanti balletti di hip hop sulle note ammaliatrici del pifferaio magico. Il tutto mescolato nel vortice del digital 3D.

 

Anche per Shrek, quindi, è arrivato il momento della crisi dell’età adulta: associato alla figura dell’uomo medio, Shrek rappresenta l’uomo che deve prima perdere tutto per poter capire quanto possa essere importante. Il finale, già pienamente espresso nel titolo, offre dei rimandi al capolavoro di Frank Capra, maestro dell’ happy ending ne La vita è meravigliosa. Per quanto la sceneggiatura si sforzi di mostrare degli elementi di novità, non riesce a staccarsi completamente da quelli che sono ormai dei personaggi pre – costruiti, che, pur subendo un cambiamento nel corso del film, non tardano a vestire i loro vecchi panni.

 

Il personaggio di Shrek, da un’iniziale impostazione di political incorrectness, è finito per diventare lui stesso protagonista di un incantesimo e a dover essere salvato. Niente di diverso, quindi, dagli eroi classici e banali di cui aveva fatto piazza pulita nel 2001. Shrek rivela di possedere tutte le  debolezze attribuibili a qualunque essere umano, che quando è solo cerca l’amore e quando è sposato desidera la libertà. Tuttavia, la favola della DreamWorks si mostra ancora una volta vincente nel cuore di grandi e piccini e, perché no, anche al botteghino.

 

Lucia Bartolone

(pubblicato il 26/08/2010)

Last Updated ( Sunday, 29 August 2010 )
 
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Australia floods cause years of damage

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