| Alluvione in Guatemala. E' emergenza |
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| Written by Valentina Costa | |
| Sunday, 12 September 2010 | |
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Cinquantanove morti, 11500 persone evacuate, danni per mezzo miliardo di dollari. Il presidente guatemalteco Colom chiede l’aiuto della comunità internazionale.
È la stagione delle piogge più intensa degli ultimi 60 anni per lo stato centramericano del Guatemala. La parte più colpita del paese è la regione orientale, dove la scorsa settimana due valanghe di fango si sono abbattute, a distanza di poche ore l’una dall’altra, su un tratto dell’autostrada Interamericana, trascinando con sé un autobus, alcuni veicoli e i soccorritori accorsi per tirar fuori i superstiti della prima frana. Il Conred (Coordinamento nazionale per il contenimento dei disastri) ha aggiornato nelle ultime ore il bilancio delle vittime a 59 morti, 55 feriti e alcuni dispersi. Il presidente guatemalteco Alvaro Colom ha decretato tre giorni di lutto nazionale e prorogato lo stato di calamità pubblica fino al prossimo ottobre, quando dovrebbe aver termine la stagione delle piogge. Il paese è in stato d’allerta dallo scorso maggio, quando la tempesta tropicale Agatha ha lasciato dietro di sé 165 morti e una distruzione quantificabile in quasi un miliardo di dollari. Le intense precipitazioni di questi giorni hanno peggiorato i danni, distruggendo campi agricoli, abitazioni, vie di comunicazione, lasciando migliaia di persone isolate e senza possibilità di ricevere aiuti e cibo: secondo le autorità in 50000 avrebbero subito danni, 40000 sarebbero in pericolo, mentre più di undicimila persone sarebbero già state evacuate. Dall’inizio dell’anno 263 persone sono morte a causa delle alluvioni. Una situazione di grave emergenza che ha spinto il presidente Colom a chiedere aiuto alla comunità internazionale: il paese è uno dei più poveri dell’America Centrale (il 22% della popolazione soffre di malnutrizione e il 13% vive con meno di un dollaro al giorno) e non può riuscire, da solo, a far fronte a un disastro di tale portata. Alvaro Colom ha inoltre lanciato un messaggio provocatorio, dichiarando alla stampa che gli effetti dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta si ripercuotono principalmente sui paese più poveri, come il Guatemala. «Bisogna concentrarsi su una cultura della prevenzione che possa contenere in futuro danni derivati da fenomeni atmosferici cosi frequenti nella regione». Una cultura della prevenzione che dovrebbe cominciare da una gestione più razionale del territorio. Sembra infatti che le frane abbattutesi sulla Interamericana siano dovute alla instabilità geologica delle colline che circondano l’autostrada, fatte oggetto di un pesante disboscamento. All’interno del paese, intanto, una polemica è stata sollevata dal Consiglio Ecumenico Cristiano, che ha invitato il Governo a investigare sulle vere cause del crollo delle infrastrutture, non attribuibili unicamente all’intensità delle piogge, ma alla qualità delle opere. Secondo il Consiglio, infatti, la costruzione di strade e la pianificazione urbanistica sarebbero state oggetto di speculazioni da parte di imprese e funzionari pubblici.
Valentina Costa
(pubblicato il 12 settembre 2010) |
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| Last Updated ( Tuesday, 14 September 2010 ) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.