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Summit ONU a New York per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio PDF Print E-mail
Written by Valentina Costa   
Tuesday, 28 September 2010
Al Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio si sono stabilite azioni programmatiche da realizzare entro il 2015. Particolare attenzione sulla salute di donne e bambini nei paesi in via di sviluppo.

     

Verranno stanziati 40 miliardi di dollari per migliorare la salute di donne e bambini dei paesi poveri: questo è quanto stabilito al termine del Summit ONU sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Dal 20 al 22 settembre, si sono riuniti a New York i 192 rappresentanti dei paesi membri delle Nazioni Unite, le ONG internazionali, altri soggetti istituzionali ed economici, per capire quanto lontani siano gli obiettivi stabiliti nel 2000 per combattere la povertà del pianeta. A fianco della manifestazione si è tenuto il Forum del Settore Privato, organizzato dall UN Global Compact, la rete che unisce istituzioni e imprenditori sensibili al tema dello sviluppo sostenibile e alla tutela dei diritti umani.  

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. I MDG (Millennium Development Goals) sono stati definiti durante l’assemblea generale ONU del settembre 2000, il cosiddetto Millennium Summit: le Nazioni Unite volevano inaugurare un nuovo corso, coinvolgendo attivamente gli stati membri in iniziative destinate a ridurre la povertà e le disuguaglianze nel pianeta in 15 anni.

Gli obiettivi di sviluppo sono otto: 1) eliminare la povertà estrema, dimezzando la percentuale di persone che soffre la fame e quella di chi sopravvive con meno di un dollaro al giorno; 2) garantire l’istruzione elementare universale; 3) promuovere l’eguaglianza tra i sessi, riducendo la discriminazione di genere nell’accesso all’istruzione; 4) ridurre la mortalità infantile (nei paesi in via di sviluppo un bambino su 10 non arriva ai cinque anni di età, contro l’1 su 143 dei paesi ricchi); 5) ridurre la mortalità delle donne in attesa (nell’Africa Sub-sahariana 1 donna su 16 muore di parto); 6) combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre grandi malattie; 7) assicurare la sostenibilità ambientale; 8) promuovere una partnership globale per lo sviluppo (per info: http://www.campagnadelmillennio.it/mc_08/obiettivi.php).

Se i primi 7 obiettivi necessitano di una collaborazione attiva tra paesi ricchi e poveri, l’ultimo obiettivo riguarda essenzialmente i primi, che entro il 2015 dovrebbero stanziare lo 0,7% del proprio PIL al fondo di Aiuto Pubblico allo Sviluppo e cancellare i debiti contratti dai paesi poveri.

 

Quanto manca per raggiungere i MDG. All’apertura del Summit è parso chiaro che gli obiettivi sono ancora molto lontani e che c’è bisogno di un grande slancio per rendere concreto il programma dei MDG.  Secondo il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, con la volontà politica e i mezzi finanziari sufficienti, la vita di miliardi di persone può davvero migliorare: il Segretario ha bacchettato i paesi sviluppati per non aver erogato nel 2009 la quantità di fondi stabiliti sulla carta. Per rispettare la deadline del 2015 «rimane ancora molto da fare». La crisi che nel 2008 ha colpito la finanza mondiale non può certo essere un alibi per la poca collaborazione dei paesi ricchi, tuttavia essa ha reso più urgenti le agende interne dei singoli stati.

 

Cosa ha stabilito il Summit. A conclusione della tre-giorni è stato prodotto un documento programmatico: “Mantenere le promesse: uniti per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”. Il risultato più rilevante è l’impegno a stanziare più di 40 miliardi di dollari per finanziare la Strategia Globale per la Salute di Donne e Bambini, promossa da Ban Ki-moon. Attraverso quest’azione, nei prossimi 5 anni potranno essere salvate 16 milioni di persone ed evitate 33 milioni di gravidanze indesiderate; inoltre sarà più incisiva la lotta all’AIDS e alla malaria.

Escludendo questo intervento, per gli altri obiettivi le iniziative sono per lo più individuali (da parte di singoli stati, di istituzioni o di grandi multinazionali) e non concertate. Per combattere la fame, nei prossimi tre anni, la Banca Mondiale prevede di aumentare i suoi stanziamenti a favore dell’agricoltura dai 4,1 miliardi attuali, a una cifra compresa tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari annui; mentre l’Unione Europea ha offerto 1 miliardo di euro da investire nei paesi in difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi (per informazioni più dettagliate: http://www.un.org/millenniumgoals/pdf/Closing%20press%20release%20FINAL-FINAL%20Rev1.pdf ),

 

Il parere delle organizzazioni non governative. Secondo Maria Egizia Petroccione, coordinatrice del CINI (Coordinamento Italiano ONG Internazionali), la vera innovazione sostanziale emersa nel Summit è l’uso della partnership pubblico-privato negli aiuti ai paesi in via di sviluppo: «una progressiva "privatizzazione" di questa parte delle politiche estere dei paesi ricchi, affidate all'interesse dei privati e naturalmente alla loro necessità di apparire filantropici per esigenze pubblicitarie».

Importante nella Dichiarazione finale la presa d’atto del ruolo negativo dei cambiamenti climatici e della riduzione della biodiversità e, di converso, la sottolineatura del ruolo centrale delle donne nei processi di sviluppo.Le ONG internazionali presenti a New York hanno ribadito che gli impegni verso la povertà non vanno subordinati agli affari e agli interessi commerciali. Mantenere le promesse è necessario perché significa disinnescare le tensioni globali e dare un futuro a tutti.  

Conclude la Petroccione, «la battaglia per un altro mondo possibile continua». 

 

Valentina Costa

28 settembre 2010

Last Updated ( Tuesday, 28 September 2010 )
 
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Australia floods cause years of damage

 Australia's flood-stricken coal industry may face months of disruptions as reports emerge of key rail and road links being washed away, while some infrastructure may take years to repair, authorities said on Friday. "There are some aspects of the rebuilding of infrastructure that will take, potentially, years," Major-General Mick Slater, chief of the flood recovery operation in Queensland state, told a news conference in Rockhampton.

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 Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
 Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
 Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.

 Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.

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