| La marimba e il metal |
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| Written by Gabriele Angelo Perrone | |
| Monday, 29 November 2010 | |
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Julio Hernandez Cordon in concorso al 28 TFF con Las marimbas del infierno presenta un curioso e divertente film spaccato dell'attuale Guatemala.
Nella storia di ogni popolo esistono diversi elementi che ne simboleggiano le proprie radici culturali e storiche; elementi che oggi possono vivere uno stato ambiguo tra sparizione e riscoperta, vuoi spesso per questioni di scelte di politica economico-turistica. Questo particolare fenomeno da vita ad icone, snaturate e reinventate, potenziali simboli di un particolare luogo. Tuttavia ogni elemento della nostra tradizione, oggi, sottoposto al nostro spesso disattento occhio, è anche nel tentativo di un recupero tradizionale, frutto di una inevitabile ri-mediazione, icona di un passato che si vuole ricordare ma che arriva a noi già privo di identità.
In tale lettura sono rintracciabili diverse sfere della cultura umana, come quella musicale, che in diverso modo e in diversi luoghi vive un periodo di avvicinamento all'oggetto della tradizione popolare. Almeno per l'Italia sono diverse le regioni e i fenomeni che si rendono in ciò protagonisti di riscoperte e tradimenti, vertici di una immaginaria linea di giudizio con la quale è necessario doversi, in questo ambito artistico, confrontare. Ma non ci soffermiamo sull'Italia, ma su un piccolo stato del Centro America, il Guatemala, che assieme a Costa Rica e Messico, ha come icona un particolare strumento musicale, la marimba. Questo strano strumento il quale suono ci fa immaginare immensi e soleggiati luoghi esotici, paradisi terrestri raggiungibili con un comodo pacchetto vacanze, è l'oggetto dell'amore, del tentativo di riscatto di un film in concorso nella sezione competitiva del 28 TFF, Las marimbas del infierno (concorre anche al Premio Cipputi) di Julio Hernandez Cordon.
Don Alfonso è un uomo di mezza età amante della marimba vittima di una banda di criminali, motivo per il quale la sua vita si riduce ad una solitudine fatta di paure ed amare note, tra la ricerca di luoghi sicuri e un lavoro da ritrovare. Don Alfonso è un musicista di marimba, strumento della propria tradizione, non più amato dal turista sempre più incapace di trovare nell'esperienza del viaggio qualcosa del luogo, sempre più abituato a trovare in qualsiasi parte del mondo un pezzo finto della propria casa. Nonostante il suo legame con il passato, Alfonso, è un goffo e intraprendente uomo moderno, non capace ad arrendersi, ingenuo ma con l'intenzione di tornare in qualunque modo a suonare la marimba. La vita è per lui piena di sorprese e opportunità tanto che un giorno conosce Blacko, mitico esponente della scena underground guatemaltese, con il quale mette su un gruppo las marimbas del infierno. Questo improbabile progetto musicale di fusione tra marimba ed heavy metal, nasce dall'intento di rendere nuovamente sfruttabile alla capricciosa voglia del turista l'oggetto marimba. In questo strampalato gruppo di reietti, Chiquilìn è il più goffo e meno capace, confusionario e sciocco, manderà tutto in fumo, causando nel corpo dell'oggetto del desiderio una mutazione carnevalesca metafora dello scontro tra diverse civiltà, quella centro-americana contro il selvaggio turista.
Julio Hernandez Cordon sorprende con un film inaspettatamente intelligente, tra racconto della realtà e finzione, tra risate ed amarezza, ci fa conoscere sogni e disillusioni nel Guatemala dei nostri giorni. I primi minuti colpiscono per l'originalità del modo narrativo: la confessione davanti alla telecamera da parte di Alfonso è la presentazione di un personaggio potenzialmente reale, che esce e conosce situazioni e persone reali proprio come Blacko leader in ricerca di identità di uno dei più noti gruppi metal del Guatemala, Guerreros del Metal. |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.