| “Van Gogh: Campagna senza tempo e città moderna” al Vittoriano |
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| Written by Lucia Bartolone | |
| Thursday, 23 December 2010 | |
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“E’ veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici. Ma i pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a molte generazioni successive”. Questa, una delle splendide frasi di Vincent Van Gogh, esposta nel lungo corridoio del Vittoriano a Roma che ospita le opere del celebre artista olandese. Dall’8 ottobre 2010 fino al 6 febbraio 2011 il complesso del Vittoriano di Roma ospita la mostra del celebre pittore Vincent Van Gogh, intitolata “Campagna senza tempo e città moderna”. Accostate ai quadri provenienti da collezionisti privati, ci sono le opere in prestito dai grandi musei, come quello di Amsterdam, il Moma di New York e il Louvre di Parigi. La mostra, curata da Cornelia Homburg, una delle maggiori esperte del pittore olandese, ripercorre cronologicamente tutta la sua produzione artistica, partendo proprio da quella meno conosciuta, come i primi disegni e i quadri giovanili. Sono due, in particolare, i temi che attraversano l’esposizione al Vittoriano: la città, dipinta dallo stesso Van Gogh di notte, tra caffè all’aperto e cieli stellati, e la campagna, spesso immortalata tra campi di grano, nuvole e ritratti di contadini dai volti intensi. Entrambe rappresentano le forti inclinazioni contradditore tipiche della sua produzione: da una parte l’amore per la campagna, intesa come ambiente fisso e immutabile e dall’altra, il suo legame con la città, il centro della vita moderna e del suo rapido movimento. Van Gogh costruisce dentro di sé un’immagine idealizzata della vita rurale, dimostrando così di credere che la natura e la vita dei contadini, dura ma onesta, fossero dei valori senza tempo. La campagna era, così, l’iconografia più adatta a rappresentare l’aspetto dell’eternità. Ma, anche la città era importante poiché per il pittore rappresentava il luogo dell’esperienza contemporanea, in cui era possibile venire a contatto con i più recenti sviluppi in campo artistico. Questa dicotomia lo ispirò profondamente: egli ritraeva semplicemente ciò che vedeva, senza sciocchi artifici, offrendo un’interpretazione originale di ciò che aveva davanti agli occhi. La sua grandezza fu rappresentata dal fatto che egli era fermamente convinto di voler realizzare un’opera moderna, che però resistesse ai mutamenti del tempo. Che fosse, quindi, sempre attuale. La fusione di aspetti moderni e tradizionali fu stimolata dal suo straordinario uso del colore e da una tecnica pittorica soprendente. Fu a Parigi che Van Gogh assimilò il modo impressionista ma senza accettarlo, perché aveva la necessità di porsi direttamente di fronte alle cose, eliminando la mediazione degli effetti atmosferici e le vibrazioni della luce. Con una concezione romantica, dove arte ed esistenza si identificano, Van Gogh pose le basi dell’Espressionismo. Tanto geniale quanto incompreso, Van Gogh si suicidò nel 1980 dopo essersi sparato un colpo di pistola in un campo vicino ad Auvers – sur – Oise. Il suicidio dell’artista fu solo il triste epilogo di una vita segnata dai ricoveri in ospedali psichiatrici, epilessia e attacchi di aggressività violenta. Emotivo ed appassionato, Van Gogh portava il fardello di un tormento interiore che non gli permetteva più di vivere. Ad affiancare le sue opere, al complesso del Vittoriano, 30 dipinti dei contemporanei Gaugin, Cezanne, Pissarro e Millet. Una mostra intensa ed evocatrice, dove ogni pennellata nei quadri di Van Gogh è un chiaro e sublime messaggio esistenziale al mondo. La sua arte, come la campagna e la città che rappresenta, è senza tempo. Lucia Bartolone (pubblicato il 20/11/2010) |
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| Last Updated ( Thursday, 23 December 2010 ) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.