| Fondamentalisti democratici |
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| Written by Giuseppe Lombardo | |
| Saturday, 05 February 2011 | |
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Per condurre una gigantesca operazione politica come quella del Cairo, bisogna credere fermamente nella democrazia. Ma i leaders dell’opposizione, coloro che arringano le piazze, hanno proprio questo difetto: intercettano un’idea diffusa e la piegano ai loro interessi. Il rischio è che il sistema pericliti. La fine dell’era Mubarak si profila all’orizzonte, eppure per l’Egitto, paradossalmente, questa potrebbe non essere una buona notizia. Osservando i movimenti di piazza, le manifestazioni e le sommosse, si palesa immediatamente il carattere dominante di questa ribellione: un carattere essenzialmente religioso che non getta le proprie fondamenta sul rispetto e sui diritti delle libertà altrui, quanto sulla comune necessità di ritrovare uno stato d’uguaglianza nell’oppressa condizione nazionale. Un’uguaglianza islamica, ove l’aggettivo è più importante del sostantivo giacché caratterizza il profondo sentimento di sottomissione insito nella forma mentis orientale; prova ne sia la leadership morale ormai saldamente nelle mani dei Fratelli Mussulmani, con buona pace dell’ex inviato Onu ElBaradei. E’ qui che si crea l’inghippo.
Se volessimo ripercorrere storicamente il cammino delle società moderne occidentali, un punto di cesura rispetto alle età passate verrebbe sicuramente riscontrato nella Rivoluzione Francese: gli eventi maturati nel 1789, contraddistinti dalla dose di violenza che ineluttabilmente segna i cambiamenti epocali di regime, hanno plasmato un dato equilibrio che ha consegnato ai posteri civiltà ispirate al rispetto della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Modificare la gerarchia nell’ordine costituito è un’operazione assai complessa e pericolosa, e la storia – in tal senso – è stata maestra. Ora, lungi da me l’idea di estendere i criteri occidentali a metro di giudizio universale, però se parliamo di democrazia nascente, un qualche riferimento a questa metà del globo, riferimento storico o politico che dir si voglia, va pur avanzato, senza celare sotto esso alcuna aspirazione neocolonialista.
L’anomalia di questi giorni, pertanto, è che a guidare la protesta democratica al Cairo siano soggetti profondamente anti-democratici, financo anti-sistemici, tanto nei meccanismi decisionali interni, quanto nell’attuazione di politiche pubbliche. Basti pensare alle posizioni espresse dalla leadership del movimento nei confronti degli esponenti di rilievo dell’amministrazione israeliana, soggetti offesi nella loro dignità umana, soggetti a cui è stato ripetutamente negato il diritto all’esistenza. Se Thomas Jefferson avesse detto che i vicini latinoamericani erano nemici da spedire all’inferno, tutto il suo messaggio politico sarebbe stato rivalutato alla luce di questa sortita. In realtà i Fratelli Mussulmani si sono intestati la battaglia della vita, diventando falsi artefici e promotori di una causa in cui non possono credere. Essi non possono farlo non perché mussulmani, bensì in quanto fomentatori e predicatori d’islamismo, di una corrente che tende a distorcere il significato delle parole di Allah riducendo la fede a guisa di un progetto politico.
Giuseppe Lombardo/LaSpecula.com Foto: Nimg.sulekha.com (06 Febbraio 2010)
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| Last Updated ( Saturday, 05 February 2011 ) |
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Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.