| L'amico nemico |
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| Written by Giuseppe Lombardo | |
| Saturday, 05 March 2011 | |
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Il presidente libico cambia continuamente maschera: prima accusa Roma e Washington di voler effettuare un'ingerenza negli affari interni, di violare il principio del dominio riservato, di aver istigato i responsabili dell'opposizione; subito dopo mostra il ramoscello d'ulivo nella lotta al terrorismo e rammenta la funzione esercitata dalla Libia nel controllo delle coste contro il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Gheddafi spaventa e coccola l’Occidente, come ha sempre fatto da quando ha preso il potere in terra libica. Il colonnello ha storicamente concepito la sua leadership come una realtà incontestata ed incontestabile, da difendere financo con estreme misure: non è un caso se negli anni, dall’alto del suo scranno di potere, ha ricoperto di alloro e incenso le forze militari nazionali in vista di un’eventuale rivoluzione, concepita più che altro come un atto di intollerabile insubordinazione nei confronti di un rigido sistema gerarchico, statico ed immutabile. Il paradosso della vicenda tripolitana, semmai, è quello di avere una guida che vuole ergersi al tempo stesso a garante di un ordine favorevole all’Occidente ed a nemico giurato delle forze imperialiste. Nei numerosi interventi televisivi, nei dispacci d’agenzia e nelle conferenze tenute da veri e propri bunker, Gheddafi ha rimproverato la diplomazia euro-americana, additandola come protagonista di una macchinazione volta a sconvolgere gli equilibri regionali. Al tempo stesso, però, ha blandito l’opinione pubblica d’oltreoceano, paventando il pericolo di un paese in mano agli integralisti religiosi. Una contraddizione in termini che rivela il tasso di difficoltà e l’incapacità di manovra della presidenza. A quanto detto si potrebbe aggiungere l’eccessiva “compromissione” di Gheddafi negli affari finanziari delle forze che indica come avverse: sono noti gli enormi investimenti italiani in progetti di infrastrutture libiche; meno noto è il permesso concesso dalle autorità di Roma al colonnello per investire nella più grande banca italiana, la Unicredit, tramite la vicepresidenza assegnata a Farhat Bengdara, sulla falsariga di quanto avvenuto precedentemente con molte aziende private strategicamente importanti. Intanto la stampa britannica ha iniziato a riflettere sulla possibilità di un intervento militare per sanare una situazione ove i crimini contro l’umanità vengono perpetrati quasi quotidianamente. Dalle colonne dell’Indipendent, non esattamente un giornale di stampo neoconservatore, Geoffrey Robertson, membro del Consiglio di giustizia delle Nazioni Unite, ha tentato di spiegare i motivi giuridici che potrebbero di fatto spingere ad un’interpretazione estensiva della Carta, al fine di garantire il legittimo intervento per la tutela della pace e della sicurezza collettiva. Un'azione che la comunità internazionale dovrà ben ponderare. Giuseppe Lombardo/Laspecula.com Foto: Generazionefuturo.eu (Sabato 5 Marzo 2011) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.