| La Grecia smentisce le voci di un'uscita dall'euro |
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| Written by Alessio Stilo | |
| Saturday, 07 May 2011 | |
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La Grecia non uscirà, non può uscire da Eurolandia. Non ci sarà alcuna ristrutturazione del debito ma si prospettano invece nuovi aiuti europei per Atene. Dopo una serata di rumors sulla richiesta ellenica di uscita dall'euro, un vertice straordinario tenutosi a Lussemburgo traccia un nuovo scenario per la soluzione della crisi ad Atene. Una riunione cui hanno partecipato il ministro dell'economia Giulio Tremonti e i ministri delle finanze di Germania, Francia, Spagna e Grecia, il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Junker, il commissario europeo Olli Rehn e il presidente della Bce Jean-Claude Trichet.
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“Una ristrutturazione del debito è esclusa. Riteniamo che la Grecia abbia bisogno di un ulteriore aggiustamento del programma di aiuti e ne discuteremo in dettaglio” al prossimo Ecofin, ha detto Junker. Prima del presidente dell'Eurogruppo, il ministro delle finanze greco George Papconstantinou aveva rassicurato che alla riunione in Lussemburgo l'ipotesi di un'uscita della Grecia dal sistema euro non era stata discussa: Papaconstatinou ha aggiornato i partner europei sugli sviluppi dell'economia greca e ribadito l'impegno di Atene ad attuare il piano di Ue, Bce e Fmi. La possibilità di un default della Grecia e di una sua possibile uscita dall'euro erano stati paventati in giornata dal New York Times e dal Der Spiegel. Secondo il settimanale tedesco, che ha citato fonti vicine al governo greco, il premier George Papandreou sarebbe arrivato alla conclusione che non vi sia altra scelta che abbandonare l'euro. L'ipotesi di un ritorno della Grecia alla vecchia Dracma - tecnicamente complicatissima e che se confermata avrebbe un impatto enorme non solo per la Grecia ma per la stessa tenuta della divisa unica - è subito “smentita categoricamente” da una fonte vicina a Papandreou e definita “totalmente fantasiosa” dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. Smentisce anche un portavoce della cancelliera tedesca, Angela Merkel, mentre Bce e Commissione Ue si trincerano dietro a un no comment. Il quotidiano tedesco Handelsblatt parla di “notizia falsa”. Le voci rischiano di assestare un altro colpo alla Grecia all'apertura dei mercati lunedì, con i rendimenti dei titoli di Stato ellenici già su livelli record. La conseguenza più immediata, di fronte a un debito in caduta libera, è che si fa sempre più concreta una dilazione delle rate, se non un taglio in valore dei rimborsi. Il New York Times ha definito “inevitabile” la ristrutturazione. “I lupi del mercato sono tornati ad ululare”, si legge in un lungo articolo sul quotidiano e i mega-tassi che il debito greco rende agli investitori disposti a comprarlo stanno a dimostrare che nessuno si aspetta rimborsi regolari. Il Nyt ipotizza che sulla Grecia Ue e Fmi stiano solo temporeggiando per consentire alle banche di rafforzare il capitale preparandosi alla tempesta. Il rischio è di aumentare a dismisura i costi e i danni futuri: una nuova Lehman Brothers di fronte alla quale “l'Europa deve fare il necessario per impedire che il default distrugga il suo sistema finanziario” e si propaghi. Il contagio ha colpito in pieno il Portogallo, il cui salvataggio, concesso da Ue, Fmi e Bce in cambio di un impegnativo programma di riforme, è ora a rischio. Al consiglio Ecofin del 16 maggio servirà infatti il voto unanime dei 27 ministri, e la Finlandia potrebbe dire “no” aprendo una breccia negli altri Paesi scontenti di fornire aiuti. Il Partito di Centro, uscito sconfitto dalle recenti elezioni finlandesi, si è ritirato dal gruppo di lavoro parlamentare incaricato di trovare sostegno per gli aiuti a Lisbona, e anticipa apertamente un “no” agli aiuti il partito populista-nazionalista dei “Veri finlandesi”, uscito rafforzato dalle elezioni di aprile. Alessio Stilo (pubblicato il 7 maggio 2011) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.