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Morto Martinazzoli, ultimo segretario della DC PDF Print E-mail
Written by Alessio Stilo   
Sunday, 04 September 2011
E' morto a Brescia Mino Martinazzoli, ex segretario della Dc e più volte ministro. L'ex sindaco di Brescia, nato a Orzinuovi (Brescia) nel 1931, era malato da tempo.

 

 

Mino Martinazzoli è stato uno dei grandi esponenti della Dc. Si laurea in giurisprudenza come alunno dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, ed esercita la professione di avvocato. Inizia dunque la sua attività politica nel suo paese natale, Orzinuovi, nella bassa bresciana, come assessore alla Cultura. A partire dagli anni sessanta/settanta si afferma nelle file della Democrazia Cristiana di Brescia. Entra a far parte del consiglio provinciale e diviene presidente dell'amministrazione provinciale dal 1970 al 1972.

A lui toccò guidare il partito negli anni di Tangentopoli. Fu eletto segretario per acclamazione nel 1992 e traghettò il partito verso la trasformazione nel Ppi. In precedenza era stato deputato, senatore, ministro della Difesa, della Giustizia, delle Riforme Istituzionali. Nel 1994 venne eletto sindaco di Brescia, carica che ricoprì fino al 1998. Nel 2000 di candidò per il centrosinistra a presidente della Regione Lombardia, ma venne sconfitto da Roberto Formigoni. Rimase comunque in consiglio regionale fino al 2005 Nel 2004 venne eletto presidente di Alleanza Popolare-Udeur. Negli ultimi anni si era impegnato in alcune campagne referendarie e nel 2009 ha pubblicato un'autobiografia.

In occasione delle elezioni politiche del 2001 dà il suo sostegno alle liste della Margherita ma nel 2002 non condivide lo scioglimento del Partito Pololare Italiano nella lista rutelliana.

Nel 2004 si schiera al fianco di Clemente Mastella e viene nominato presidente di "Alleanza Popolare - UDEUR" sempre con l'obiettivo di mantenere viva una presenza autonoma del cristianesimo sociale e democratico nella politica italiana. Successivamente si dimette dall'incarico, preferendo una posizione più lontana dai riflettori.

Nel 2006 si impegna attivamente nel comitato per il NO al referendum costituzionale del 25-26 giugno, manifestando forti critiche verso la riforma costituzionale approvata dal centrodestra.

Nel corso di lunghi anni potei seguirlo e apprezzarlo nei molteplici impegni parlamentari e di governo, assolti tutti con altissimo senso delle istituzioni e dell'interesse nazionale, secondo una concezione limpida e nobile della politica. Da segretario della Dc, in momenti drammaticamente difficili per il suo stesso partito come quelli del biennio 1992-93, diede prova della sua capacità di considerare sempre prioritari i valori della legalità e i doveri morali rispetto a qualsiasi calcolo e interesse di parte. Egualmente forte è il ricordo che serbo della sua cultura e della sua sensibilità quali si manifestavano in ogni dibattito pubblico e privata conversazione. La Repubblica perde con Mino Martinazzoli un uomo fra i migliori che abbia avuto al servizio degli ideali democratici e della cosa pubblica”. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio – riportato dall’ANSA – di cordoglio per la scomparsa di Mino Martinazzoli.

Con Mino Martinazzoli se ne va un uomo che ha messo passione, competenza e cultura in ogni passo della sua vita professionale e politica. Se ne va anche un 'pezzo' decisivo e importante della storia politica italiana: senza la sua scelta coraggiosa di traghettare i cattolici democratici dalla Dc nella nuova stagione politica degli anni ‘90, non sarebbero nati l'Ulivo e il Pd. Un'intera generazione gli è poi debitrice di indimenticabili momenti di entusiasmo e speranze. Alla sua famiglia le condoglianze di tutti i deputati del gruppo del Pd e mie personali, con affetto e dolore”. Lo afferma in un messaggio di cordoglio Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera.
Sono profondamente rattristato per la scomparsa di Mino Martinazzoli, con cui ho collaborato da giovane parlamentare nella vita della Democrazia Cristiana. Da lui mi hanno diviso non pochi giudizi politici, ma non è mai venuta meno la stima e il rispetto per la persona e per le sue qualità intellettuali e morali. Mi unisco con profondo cordoglio ai familiari e agli amici che ne piangono la scomparsa”: è il commento di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, in una nota di cordoglio per la scomparsa di Martinazzoli.
 
Alessio Stilo
(pubblicato il 4 settembre 2011)
Last Updated ( Sunday, 04 September 2011 )
 
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Australia floods cause years of damage

 Australia's flood-stricken coal industry may face months of disruptions as reports emerge of key rail and road links being washed away, while some infrastructure may take years to repair, authorities said on Friday. "There are some aspects of the rebuilding of infrastructure that will take, potentially, years," Major-General Mick Slater, chief of the flood recovery operation in Queensland state, told a news conference in Rockhampton.

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 Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
 Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
 Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.

 Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.

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