| Putin intende costruire l’Unione Eurasiatica |
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| Written by Alessio Stilo | |
| Sunday, 09 October 2011 | |
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“Vladimir Putin sta ripristinando l’URSS”: sono i commenti comparsi sulla stampa occidentale in risposta all’articolo del premier russo pubblicato dal quotidiano “Izvestia”. Nel siffatto documento Putin riflette sul futuro che attende la Russia, la Bielorussia e il Kazakhstan quando entrerà in vigore lo spazio economico unico dell’Unione Doganale. L’intenzione è quella di creare un forte polo russocentrico in grado di svolgere un ruolo di efficace connessione tra l’Europa e la regione Asia-Pacifico.
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L’Unione Doganale dei tre paesi è già in funzione mentre lo Spazio Economico Unico comincerà a funzionare dal 1 gennaio 2012, consentendo la creazione di un mercato di 165 milioni di consumatori. È proprio con la presentazione del progetto di Spazio Economico Unico che Putin inizia il suo articolo, definendolo “un traguardo di portata storica non solo per tre paesi ma anche per tutti gli Stati postsovietici”. L’uomo forte del Cremlino scrive che i cittadini dello Spazio economico unico in cui saranno rimosse, tra le altre, le barriere di immigrazione e di frontiera, avranno la possibilità di scegliere liberamente dove vivere, istruirsi e lavorare. Anche gli imprenditori avranno il diritto di scegliere liberamente in quale paese fare affari – in Russia, Bielorussia o Kazahstan. Gli stessi tre Stati post-sovietici dovrebbero – nelle intenzioni dello stesso Putin – passare ad un coordinamento più stretto della loro politica economica e valutaria, istituendo un’unione economica a tutti gli effetti: il modello ispirativo – secondo quanto reso noto dal segretario del servizio stampa del Presidente russo, Dmitry Peskov – della futura unione è l’Unione Europea. All’ambizioso progetto di “integrazione eurasiatica” dovrebbero aderire anche Kirghizistan e Tagikistan e, nell’ipotesi putiniana, anche Uzbekistan, Armenia, Moldova e Ucraina. Con l'Unione eurasiatica Putin punta a rivitalizzare e concretizzare il progetto della Comunità economica eurasiatica (EurAsEC) creata nel 2000 dagli Stati ex sovietici della Comunità di Stati indipendenti (Csi) ma anche a dare un valore economico all'alleanza militare post-sovietica dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (OTSC), la cosiddetta “Nato dell'Est” fondata nel 2002 - che però non comprende la filo-occidentale Moldavia e l'Ucraina, oggi più incline a tornare nell'orbita russa. Peraltro in questi giorni una delegazione del governo siriano si è recata a Mosca per discutere della possibile adesione della Siria all’Unione Doganale. A chi intravede una riedizione dell’Unione Sovietica, il primo ministro russo – in un articolo pubblicato il 4 ottobre sull’Izvestia – ha obbiettato: “Cercare di restaurare o di copiare ciò che è rimasto nel passato è da ingenui, ma una stretta integrazione su basi economiche e politiche e su nuovi valori è un imperativo dei tempi”. Il politologo russo Serghei Cherniakhosky ha commentato ai microfoni de La Voce della Russia: “Tutti noi ricordiamo le parole di Putin che la disintegrazione dell’Urss è un grave disastro geopolitico. Ricordiamo le parole che ha detto al momento della firma dei documenti sull’Unione Doganale: “è un primo passo reale verso l’integrazione nello spazio postsovietico. Ossia, ci saranno ulteriori passi in questa direzione”. Quanto espresso sul quotidiano Izvestia può essere considerato come un’esposizione delle direzioni principali di attività di Vladimir Putin se dovesse essere rieletto al Cremlino, in qualità di presidente, nel 2012. Non è un segreto che attualmente l’idea di una nuova integrazione trovi un sempre più ampio appoggio sia in Russia che in altri paesi della CSI. Una simile piattaforma “unificatrice” dovrebbe garantire al candidato alla presidenza un ampio sostegno sia all’interno della società che tra le varie forze politiche, come ha rilevato il politologo Serghei Cherniakhovsky : “Una grande parte della popolazione delle repubbliche della CSI si pronuncia per varie forme di ripristino dell’unione. La libera circolazione dei capitali sarà interessante anche per gli imprenditori. Tra le maggiori forze politiche l’idea è vicina ai comunisti, nazionalisti, conservatori e ad una parte dei liberali. Ho l’impressione che Putin farà di questo progetto il compito centrale della sua presidenza. Anche se riuscirà ad unire in tal modo 4-5 repubbliche, si garantirà un posto nella storia. Putin desidera realizzare un’impresa di grande rilevanza”. Alessio Stilo (pubblicato il 9 ottobre 2011) |
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Port-au-Prince, Haiti - The plight of Haiti's children has got much worse since the earthquake. But it was also grim for many before the disaster, too. For decades, many children here have been given away to other families, usually ones they do not know, by parents who are too poor to feed and clothe them. Many of these children, known as restaveks, do not go to school, are made to do strenuous chores without pay and are often beaten and abused.
Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.