| Russia, Lavrov critica Nato per uccisione Gheddafi |
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| Written by Alessio Stilo | |
| Saturday, 22 October 2011 | |
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Il convoglio sul quale viaggiava Gheddafi non minacciava nessuno quando è stato attaccato dalla Nato. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. “Non vi è alcun collegamento tra la no-fly zone e un attacco contro un bersaglio a terra”, ha sostenuto ancora Lavrov, “in questo caso il convoglio era in fuga, dal momento che non era questione di proteggere i civili visto che non stava attaccando nessuno”.
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Il responsabile della diplomazia del Cremlino ha concesso alle tre maggiori emittenti della Federazione (La Voce della Russia, Eco di Mosca e Radio Russia) una lunga intervista, durata quasi due ore e nel corso della quale ha discettato su diverse questioni, dall’ingresso nel Wto alla posizione della Georgia, dal gas all’abolizione dei visti con l’Europa, dai processi di modernizzazione militare nelle Kurili sino alle forme di solidarietà con i connazionali all’estero. Su Gheddafi: “La sua morte – ha esordito Lavrov – suscita tutta una serie di interrogativi che rendono necessaria una inchiesta internazionale. A proposito dell’attacco Nato ho sentito dire dal ministro della difesa francese che obiettivo dell’intervento era fermare il movimento del convoglio i cui passeggeri sono stati poi catturati dagli insorti. Bisogna ricordare quanto più volte sottolineato dai nostri dirigenti. Alla Nato il Consiglio di sicurezza ha dato soltanto il mandato di introdurre la no fly zone, cioè di impedire all’aeronautica militare di Gheddafi di volare. L’attacco ad un convoglio che si muove in terraferma non ha nulla a che vedere con la risoluzione del Consiglio che riguarda la tutela della popolazione civile. Tanto più che il convoglio si occupava soltanto di fuggire e non minacciava nessuno”. Lavrov ha ammonito sul fatto che anche nel corso di un conflitto armato devono essere rispettate le norme del diritto internazionale umanitario contemplate dalle Convenzioni di Ginevra: nel momento in cui un combattente cade prigioniero gli devono essere applicate le procedure previste, se ferito dev’essere curato e comunque non può essere ucciso. Andrei Volodin, professore dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Russia, ha espresso parole dure: “Quando un uomo, un prigioniero ferito, viene ammazzato con un colpo alla testa è evidente che dietro c’è un accordo. Fra i ribelli controllati dalla Nato e i paesi atlantici stessi. Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti volevano evitare a tutti i costi un processo. Quindi doveva essere messo a tacere un dittatore che avrebbe potuto svelare molti segreti della politica internazionale. La Libia è soltanto all’inizio. Troppo grandi sono gli intrecci di interessi tribali in un paese in cui Gheddafi era riuscito a mantenere l’unità territoriale. Nell’opposizione non c’è un leader nazionale, per cui ognuno vorrà arrivare alla torta da spartire”. Lavrov ha peraltro ribadito come per Mosca l’ingerenza armata nei conflitti interni rappresenti un grave pericolo per la comunità internazionale in quanto calpesta il diritto internazionale e viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu. Controbattendo alle domande dei presenti, Lavrov ha ragguagliato circa i rapporti fra Russia e Stati Uniti, affermando che Mosca e Washington devono sgombrare le loro relazioni da certi residui ideologici per garantire al mondo pace e stabilità. “Gli interessi dei nostri due paesi si intersecano nel Medio Oriente e nel Nord Africa, in Iraq, in Afghanistan, nell’Asia e nel Pacifico, in America latina”. “E’ nostro interesse reciproco non scontrarci – ha continuato Lavrov – ma sfruttare insieme il potenziale di cui disponiamo. Noi rispettiamo gli interessi americani nell’Asia centrale e nel Caucaso, ma vogliamo che gli Stati Uniti facciano altrettanto”. Lavrov teme scenari cupi in merito al programma antimissile americano in Europa, paventando contromisure qualora tale scudo – che rappresenta una minaccia per le forze nucleari strategiche della Russia – fosse operativo entro il 2018. “Russia e Nato non devono perdere l’occasione di un accordo e di un compromesso perché altrimenti scoppierà la guerra. Io non sono tanto pessimista, ma se radar e missili saranno schierati alle nostre frontiere dovremo tenerne conto nella pianificazione militare”. Alessio Stilo (pubblicato il 22 ottobre 2011) |
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| Last Updated ( Saturday, 22 October 2011 ) |
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Accra, Ghana - Ghana's president has said he does not think military force will solve the post-election deadlock in Ivory Coast. John Atta Mills also said Ghana would not take sides in the stand-off between incumbent leader Laurent Gbagbo and his rival, Alassane Ouattara. The international community has recognised Mr Ouattara as the winner of November's presidential election and urged Mr Gbagbo to quit.
Budapest, Hungary - After a warning from the EU that the controversy over Hungary's broad new media law could undermine the country's six-month presidency of the bloc, Prime Minister Viktor Orban abandoned his fiery language against the law's European critics, emphasizing that he would make changes if the law proved incompatible with European legislation.
Tokyo, Japan - A U.S. envoy said he had productive discussions with Japanese officials about the crisis on the Korean peninsula, ending a week of meetings in three countries on ending tensions between North and South Korea. Stephen Bosworth, Washington's special envoy for North Korea policy, met with Japanese Vice Foreign Minister Kenichiro Sasae for about 30 minutes. He arrived in Tokyo after holding similar talks in Beijing and Seoul.
Camberra, Australia - A former inmate at the U.S. military prison at Guantanamo Bay has dropped a lawsuit against the Australian government that accused it of complicity in torture he says he suffered while in detention. Mamdouh Habib reached an out-of-court settlement with the government for an undisclosed sum, both parties said Saturday. Habib, an Australian citizen, was arrested in Pakistan in late 2001 and held for three years without charge before being returned to Australia in 2005.