Il 16 aprile l’ONU lascerà la zona cuscinetto che divide la Costa d’Avorio in due stati separati ponendo fine ad una guerra civile che ha interessato il paese negli ultimi 5 anni. La riunificazione del paese porterà possibilmente a nuove elezioni, fissate dopo 2 anni di rinvii per il mese di ottobre, che avvieranno un processo democratico. I primi passi del processo di pace sono stati la creazione di un comitato congiunto fra esercito e ribelli per monitorare il disarmo e la nomina di Guillaume Soro, leader dei ribelli delle Forces Nouvelles, a premier. L’ultimo atto sarà appunto l’abbattimento della zona cuscinetto controllata da 11000 soldati appartenenti all’ONU e all’esercito francese. Nel nuovo esecutivo appena formato sono entrati sei nuovi ministri fra i quali anche Sidiki Konate, portavoce di Soro, al ministero del turismo.
L’ultimo ostacolo prima delle elezioni sarà il processo di identificazione e registrazione dei votanti, soprattutto fra i cittadini di origine maliana e burkinabè che rivendicano la nazionalità e il diritto di voto. E’ prevedibile che i militari della forza di pace lascino il paese appena verrà formato un nuovo esercito unitario, allentando le tensioni fra la popolazione che non vede molto positivamente soprattutto la presenza dei militari francesi, essendo stata la Costa d’Avorio colonia francese.