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Stefano Bossotto

 

Ipotesi di pace in Costa d’Avorio

di Stefano Bossotto

In Costa d’Avorio è in corso una guerra civile scoppiata nel 2002 che ha portato, dopo molteplici colpi di stato falliti, ad una divisione del paese. Il sud controllato dal governo e il nord nelle mani di una coalizione di gruppi armati dell’opposizione denominata Forze nuove. A dividere queste due zone vi è un’area cuscinetto controllata da 12000 peacekeeper francesi e dell’ONU.
Il 4 marzo è stato firmato un accordo tra il presidente Laurent Gbagbo e il leader delle Forze nuove Soro per la nomina di un nuovo governo entro 5 settimane. L’accordo prevede la formazione di un governo di unità nazionale e di un esercito unitario, ma rimane solo un’ipotesi di pace, dal momento che potrebbe essere compromessa da molti fattori esterni. Infatti i due maggiori protagonisti del conflitto si accusano a vicenda di gravissime persecuzioni, violazioni dei diritti umani, xenofobia ed utilizzo di bambini soldato. Dalla trattativa sono stati esclusi l’ex presidente Konan Bedié e l’ex primo ministro Alassane Ouattara che potrebbero non accettare di essere esclusi dal futuro politico del paese. Fondamentale nella discussione delle trattative è stato il contributo del premier del Burkina Faso, Blaise Compare, che ha ospitato e guidato i negoziati.
All’interno del conflitto la tragedia maggiore è rappresentata dalla violenza che subiscono le donne.
Amnesty International denuncia che “centinaia, se non migliaia, di donne e bambine sono state e continuano a essere vittime di massicci e, talvolta, sistematici stupri, commessi da svariati protagonisti del conflitto”, molti dei quali sono mercenari provenienti dalla vicina Liberia.
Nel rapporto di Amnesty si legge anche che “il ricorso allo stupro appare cosi esteso, sistematico e impunito da dover concludere che le forze di sicurezza governative e i gruppi dell’opposizione armata lo considerino una deliberata strategia per diffondere il terrore tra la popolazione civile”.
L’attesa ora è rivolta alla conclusione dell’accordo essendo già falliti i precedenti di Marcoussis, sponsorizzati da Parigi, quelli di Accra e  quelli di Pretoria, organizzati dal presidente sudafricano Thabo Mbeki.

-- pubblicato l'1 Aprile 2007 --
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