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Stefano Bossotto

 

Il Social Forum di Nairobi
di Stefano Bossotto
Il quinto Social Forum Mondiale si svolge dal 20 al 25 gennaio 2007 a Nairobi in Kenia.
Per la prima volta dunque l’Africa è al centro dell’attenzione di un Forum Mondiale il quale si ritrova quindi immerso nella realtà di uno dei continenti più martoriati dalla globalizzazione e dal neoliberismo.
I temi centrali del forum saranno la lotta all’AIDS, il peso del debito, la sovranità alimentare, gli accordi di commercio imposti dall’Europa e dai paesi più ricchi, i diritti delle donne e il problema dell’acqua potabile.
Per quanto riguarda gli accordi economici le tre più grandi sigle dei contadini africani chiedono una moratoria di almeno 20 anni prima di varare gli accordi di partenariato economico (EPA), che dovrebbero entrare in vigore il 31 dicembre del 2007.
Questi accordi prevedono l’annullamento dei dazi doganali,causando una perdita di introiti all’agricoltura locale, che non potrebbe competere con quella europea, infatti il protezionismo alle frontiere consente, ad oggi, ai produttori africani di essere tutelati. Le esportazioni avvengono a prezzi concorrenziali, mentre le importazioni di prodotti europei subiscono un dazio per favorire i prodotti locali che altrimenti scomparirebbero per mancanza di finanziamenti.
Molti rappresentanti africani sottolineano come sia essenziale rendere la gestione dell’acqua pubblica non consentendo alle multinazionali di prenderne il controllo. Nei paesi nei quali è avvenuta la privatizzazione si è assistito ad un intervento dall’esterno dovuto più al forte indebitamento piuttosto che ad una effettiva valutazione dell’impatto sulle popolazioni locali, conseguenza del neoliberismo.
Un altro problema centrale del forum è quello dei migranti, che fuggono una realtà africana che non offre loro prospettive, lasciando i parenti ed una terra nella quale sono molto radicati, per cercare un futuro migliore. Purtroppo con conseguenze traumatiche dovute allo sfruttamento, sia prima degli estenuanti viaggi verso l’Europa sia sul suolo europeo, che all’integrazione.
Secondo Patrizia Sentinelli, vice ministro degli Esteri italiano, “è necessario che l’Europa cambi radicalmente la sua politica migratoria a favore della cooperazione internazionale. Poiché la lotta contro la povertà passa attraverso una politica di aiuti per e insieme agli africani”.
Ora si attendono le risposte dei paesi più industrializzati per la cancellazione di debiti che strangolano le economie locali. Ci si auspica che il futuro porti non più a prestiti, per tenere fede ai quali i paesi devono cedere alle pressioni della Banca mondiale con liberalizzazioni e privatizzazioni, ma piuttosto verso donazioni che favorirebbero lo sviluppo economico senza cadere nella rete delle multinazionali, come propose in passato Tony Blair.

-- pubblicato il 4 Febbraio 2007 --
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