La Habana, Cuba – Un morto e due arresti. E’ questo il bilancio della sparatoria che giovedì 3 Maggio ha interessato l’aeroporto José Martì della capitale cubana.
Attraverso un comunicato reso noto dal Ministero degli Interni, il governo cubano ha fatto sapere di aver arrestato due individui che, armati di fucili AK e intenzionati a sequestrare un aeromobile per raggiungere gli Stati Uniti d’America, giunti al Terminal 1 dello scalo aeroportuale con un autobus per il trasporto pubblico urbano, hanno innescato una sparatoria con le forze di sicurezza e causato la morte di Víctor Ibo Acuña Velázquez, colonnello delle Forze Armate Rivoluzionarie, che, come specifica la nota del ministero, <<benché disarmato ha eroicamente cercato di fermare l’azione terroristica dei due disertori, permettendo il loro arresto>>.
Il governo ha inoltre affermato che gli assalitori sono gli stessi militari che lo scorso 29 Aprile hanno disertato fuggendo dalla caserma di Managua - a pochi chilometri a sud de La Habana, in cui prestavano servizio militare attivo -, ucciso il soldato Yoendris Gutiérrez Hernández e feritone un altro.
Erano quattro anni che non venivano più sequestrati aerei. L’ultimo caso, infatti, risulta essere quello del 2003, quando un uomo con una bomba a mano dirottò il volo Nueva Gerona-La Habana.
Come nel 2003, anche questa volta le autorità dell’isola hanno responsabilizzato il governo di Washington, colpevole, secondo La Habana, di difendere e continuare a voler mantenere una legge vigente dal 1996 e chiamata “Ley de Ajuste Cubano”, che favorisce la residenza automatica a tutti i cittadini cubani che in qualsiasi modo raggiungano il territorio statunitense.
<<Ancora una volta è risultato evidente il carattere criminale della così chiamata Ley de Ajuste Cubano>>, ha infatti riferito il comunicato. <<E’ sulle più alte autorità degli Stati Uniti che cade la responsabilità di questi crimini, che si sommano ad una lunga lista di atti di terrorismo di cui Cuba è vittima da quasi mezzo secolo>>, ha concluso la nota ufficiale.
Ciò è avvenuto in un momento delicato per la vita politica dell’isola, recentemente informata del prossimo ritorno alla politica attiva dell’ex Presidente della Repubblica Fidel Castro, fuori scena per problemi di salute dall’Agosto 2006.