|
La repubblica democratica
socialista dello Sri Lanka è devastata da una guerra
inter-etnica da oltre vent’anni. L’origine di
questa guerra è però molto più antica
e nasce dalle prime colonizzazioni dell’isola.
Nel 2000 la Norvegia si prende carico di portare l’isola
verso una pace duratura. Si arriva nel 2002 ad un cessate
il fuoco, si spera che ciò porti maggiori contatti
fra le due etnie. La tregua aiuta la ripresa dell’economia
che registra nel 2003 la più alta crescita in Asia.
Purtroppo gli scontri riprendono e indeboliscono la fragile
economia basata principalmente sul turismo, la situazione
peggiora con lo tsunami che infierisce un colpo durissimo
devastando vaste aree dell’Asia.
Uno degli orrori della guerra in Sri Lanka riguarda il reclutamento
forzato di bambini che vengono rapiti da parte dei tamil,
pare che con questo metodo abbiano già a “disposizione”
1300 bambini-soldato.
In Sri Lanka si vive con la paura costante di attentati o
di attacchi da parte delle tigri tamil.
Ad inizio 2007 una vasta operazione dell’esercito ha
consentito la riconquista della città di Vakaray, nell’est
del paese. L’attacco ha portato alla morte di 331 persone
di etnia tamil, 45 soldati dell’esercito regolare e
a 20mila sfollati, secondo stime della BBC.
L’offensiva fa parte di un piano del governo per riprendere
possesso di aree considerate roccaforti della guerriglia tamil.
L’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati,
UNHCR, esprime la sua preoccupazione per la situazione degli
sfollati che ha ormai superato le 200mila unità e soprattutto
per le loro condizioni igieniche e sanitarie, in quanto molte
zone non sono ancora raggiunte dagli aiuti internazionali.
Il conflitto in Sri Lanka è uno dei moltissimi conflitti
del mondo, in aree povere della Terra, che ricevono poca attenzione
dai media. E questo è un dato di fatto.
|