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Filippo Benedetti Valentini

 

Recensione de "Il braccio legato dietro la schiena"
di Filippo Benedetti Valentini

L’attività dei corrispondenti di guerra non è mai stata tanto determinante come nel caso in cui la Casa Bianca si vide costretta a ritirare le proprie truppe dal Vietnam. Così determinante che nell’estate del ’90, alla vigilia della partenza per il Golfo, il Generale Schwarzkopf fu ricevuto da George Bush che lo avvertì: “Faccia in modo che non dobbiamo combattere più con un braccio legato dietro la schiena”. La corda che legava quel braccio erano i racconti di chi aveva visto le atrocità della guerra per poi raccontarle.
Da questa dichiarazione Mimmo Càndito ( corrispondente de “La Stampa” e presidente di “Reporters senza frontiere”) prende spunto per il titolo di un libro che non è solo la raccolta delle esperienze professionali di alcuni tra i più importanti reporters italiani che hanno osservato i conflitti armati da vicino (Luigi Baldelli, Lorenzo Bianchi, Giovanna Botteri, Mimmo Candito, Toni Capuozzo, Maurizio Chierici, Lorenzo Cremonesi, Bruno Crimi, Vittorio Dell'Uva, Fabrizio Del Noce, Toni Fontana, Marco Guidi, Luciano Gulli, Lucio Lami, Monica Maggioni, Gian Micalessin, Ettore Mo, Claudio Monici, Alberto Negri, Ferdinando Pellegrini, Giovanni Porzio, Ennio Remondino, Gigi Riva, Carlo Rossella, Giuliana Sgrena, Gabriella Simoni, Giorgio Torchia, Ugo Tramballi, Bernardo Valli), ma anche la testimonianza di chi ha sentito il ferro gelido della guerra puntato alla nuca, le violenze, le minacce, gli eterni silenzi che seguono i colpi di mortaio.
Le storie di molti colleghi dei giornalisti qui sopra riportati non sono mai state raccontate, purtroppo, fino in fondo.
Nelle ultime pagine del libro segue infatti una triste e sconcertante appendice dedicata alle persone che negli ultimi dieci anni hanno perso la vita per far sì che noi tutti potessimo sapere cosa stesse succedendo dall’altro capo del mondo mentre sedevamo in poltrona, leggendo i giornali o guardando le immagini dei servizi televisivi, a volte superficiali, a volte fantasiosi.
Ma questa importante raccolta è anche una interessantissima riflessione su cosa significhi oggi esercitare la professione del reporter dopo l’avvento dei giornalisti cosiddetti “embedded” e le breaking news televisive, che hanno avuto l’effetto di spettacolarizzare la morte degli individui mettendo così a repentaglio non solo la libertà per i professionisti di raccontare, ma soprattutto quella che è il fine imprescindibile dell’informazione: la Verità.
Un libro, insomma, che permette di conoscere i problematici aspetti della professione giornalistica attraverso il racconto di figure umane spesso rivelate sotto forma di carta stampata destinata quindi, ad essere presto dimenticata al sopraggiungere di nuove notizie.

Titolo: Il braccio legato dietro la schiena
A cura di: Mimmo Càndito
Casa editrice: Baldini Castoldi Dalai editore
Anno di pubblicazione: Milano, 2004
Pagine: 446
Prezzo: 15.60 €

-- pubblicato il 14 Gennaio 2007 --
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