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Carmelo Junior Ingegnere

 

Recensione de “Nessuna cortesia all’uscita” di Massimo Carlotto

di Carmelo Junior Ingegnere

La mafia del Brenta, il nordest, un Veneto ricco e cinico, una legge che imbraccia le stesse armi di chi si dice di combattere, una generazione uscita sconfitta dagli anni 70 e che ancora ne paga le conseguenze, un anomalo investigatore privato, con una sua personalissima storia: sono questi gli ingredienti del romanzo di Massimo Carlotto “Nessuna cortesia all’uscita”, avvincente Noir con protagonista un anomalo investigatore privato, entrato nel mondo della giustizia “dalla porta di servizio”, cioè la galera, come lui stesso ricorda. In un  mondo che cambia, dove tutto diviene globale, l’alligatore si rende conto di come anche le mafie si siano “globalizzate”, sconfinando i loro tradizionali perimetri di azione ed invadendo i territori ricci degli altri paesi. Uno di questi territori è il Veneto, una delle regioni D’Italia più ricche, dove si concentrano interessi di diverso tipo e dove le diverse mafie fanno tappa e stringono legami: la mafia del Brenta con quella siciliana, mentre si fanno accordi con la temibile mafia russa e con la letale mafia albanese. Come dirà lo stesso capo della mafia del Brenta nel finale del libro, queste nuove mafie di “importazione” finiranno per soppiantare le vecchie, per via della loro crudeltà ed efferatezza, oltre all’organizzazione capillare: tanto vale stringere patti con essa o lasciargli parte del territorio da gestire, arrivando a lavorare per essa o tirandosi fuori dai giochi e godersi i propri “guadagni” da pentito sotto la protezione della giustizia. Ed ecco un altro tema dolente del libro: la magistratura, le forze dell’ordine, non sono tanto diverse, a parte alcuni casi, da chi si dice di combattere; nel romanzo figurano poliziotti corrotti sul libro paga dei vari boss, spregiudicati magistrati, avvocati in cerca di notorietà e disposti a tutto. La critica a questa giustizia diventata “criminale” la si vede anche dal tipo di compagni e soci che l’Alligatore si sceglie: Beniamino Rossini, un malvivente che vive di contrabbando, con dei suoi principi morali che ricordano un certo romanticismo da ladro gentiluomo, anche se quando occorre si lascia andare alla violenza senza remore; un reduce degli anni 70, uno di quelli accusati ingiustamente di far parte di gruppi eversivi e per questo latitante, esperto di controinformazione e di strategie criminali, farà da faro su molte vicende. Questo piccolo gruppo, con origini lontane ma con diversi punti di contatto, sarà protagonista di una intricata vicenda di pentiti, risucchiati dentro da un “criminale di mezza tacca”, che con l’intento di salvarsi mette nei guai i protagonisti. A complicare le cose si mettono anche poliziotti e magistrati.
Nessuna cortesia all’uscita è un romanzo godibilissimo, di sicura presa sul lettore per via del suo stile appassionante, costituito da continui colpi di scena e cambi di campo. Chi lo inizia a leggere, vuol sapere come finirà la vicenda, se l’Alligatore riuscirà a scamparla ed in che modo. Lo stile di scrittura è asciutto ed immediato, mancano giri di parole e riflessioni dei protagonisti: la psicologia dei personaggi è più legata alle azioni che non ai “monologhi interiori”, facilitandone così l’approccio alla lettura. Il codice letterario utilizzato, il Noir, garantisce poi quella crudezza e quella aderenza al reale che oggi nessun altro genere riesce a garantirci; attraverso il noir si può meglio descrivere un mondo, quello della malavita, dei bassifondi urbani che spesso la gente non vede o non vuole vedere che cambia continuamente, così come cambiano le strategie criminali ed i suoi affari. Il noir raggiunge quell’aderenza al reale che spesso fa pensare se questo sia o meno il nuovo realismo, oppure se la realtà ha deciso di sconfinare e superare anche la fantasia di chi scrive romanzi.

-- pubblicato l'1 Aprile 2007 --
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