Etichettare un gruppo è una
delle cose preferite da quei fantomatici esperti musicali
che proliferano nell’etere più fastidiosi delle
zanzare estive. Perché diciamo ciò? Perché
vogliamo parlarvi dei My Chemical Romance e, in particolare,
del loro ultimo lavoro: The Black Parade.
I My Chemical si sono formati nel 2000, ad opera di Gerard
Way, frontman e mente lucidissima del gruppo. Nella loro
breve storia i My Chemical Romance hanno all’attivo
ben tre cd, più un live.
Un successo non indifferente lo hanno ottenuto con la loro
seconda opera, “Three cheers for sweet revenge”,
lavoro che però non ha soddisfatto i fini palati
di qualcuno. Tornando infatti al morbo da etichetta, eccovi
sfornata quella che i benpensanti hanno cucito addosso ai
MCR: “gruppo emo per ragazzine e sbarbatelli in preda
a pruriti adolescenziali”. Beh, complimenti a costoro.
Fermo restando che un abbaglio lo può avere chiunque,
ci viene il dubbio che chi prima buttava fango, adesso sarà
pronto a salire sul carro del vincitore.
Consigliamo di comprare questo cd (originale) perché
è roba che merita. The Black Parade è un capolavoro
senza mezzi termini. Non è presunzione, ma non si
ammettono repliche. Dalla prima all’ultima traccia
il disco non perde mai fiato, si fa ascoltare in un sorso.
Si tratta di un concept album, per essere più chiari,
tutte le canzoni, tredici, più una ghost track, ruotano
attorno ad una figura ben precisa: un ragazzo malato di
cancro che sa di dover morire presto e che, con sensazioni
contrastanti, va incontro alla morte. Potrebbe sembrare
roba patetica e falsa, ma non lo è. Ogni brano del
cd va letto dal punto di vista del protagonista, che rivive
la sua vita quasi passata, con la consapevolezza, in questo
caso ovvia, di chi sta andando via.
Con il brano “Dead!” il ragazzo ci informa,
in maniera anche scanzonata, che sta male ed è destinato
a salutarci.
Le altre canzoni si soffermano su tutto ciò che ha
caratterizzato la sua esistenza. Basta ascoltare “This
is how i disappear”, dove implicitamente viene fuori
che l’unica persona che gli è stata vicina
è la sua ragazza.
Oppure “Teenagers” e “The sharpest lives”,
dove confessa i suoi problemi di alcol e droga. Il concentrato
massimo di ogni emozione lo troviamo nel brano “Welcome
to the black parade”, in cui il protagonista ricorda,
una scena particolare di lui bambino, dalla quale, quasi
delirando, butta già la sua rabbiosa storia.
Detto dell’aspetto testuale, qualche parola sulle
musiche: “The black parade” è un cd con
varie influenze. Ritroviamo del Queen, qualche nota di Green
Day, addirittura alcuni sorsi di Radiohead e Guns’n’roses.
“Welcome to the black parade”, il primo singolo
estratto, ad esempio, profuma di Queen. Attenzione però
a dire puzza al posto di profuma perché i My Chemical
non hanno copiato nessuno. Gerard Way, il frontman, ha sfornato
roba sublime e bisogna pendere atto di ciò.
Quando canta Gerard Way sembra un camaleonte per la sua
capacità di passare da un timbro vocale compassato
ad uno più aggressivo, mentre i testi, pur affrontando
tematiche a forte rischio retorico, sono ben distesi e affatto
funerei.
Ne siamo certi, questo cd è destinato a entrare nel
must di ogni fan della musica in generale. Il miscuglio
di musiche e suoni è pura magia.
Insomma, l’album sembra aver giustamente stregato
molti. Avevano etichettato Gerard Way come cantante da club
per ragazzine, ma in realtà è un artista strepitoso,
entrato di prepotenza nell’olimpo dei grandi.
Nome del gruppo:
My chemical romance
Titolo dell'album: The black parade
Casa editrice: Reprise records
Anno di pubblicazione: 2006
Prezzo: 19.99 euro