Per chi ama il commissario Montalbano,
il personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri, non
può perdersi l’ultimo lavoro, “La
vampa d’agosto” ambientato nel caldo torrido
delle estati siciliane. Non adatto invece a chi non ha mai
letto nulla dello scrittore siciliano e vorrebbe avvicinarsi:
il linguaggio dialettale, caratteristico dell’autore,
è più difficile del solito in questo lavoro.
Il pregio di Camilleri è quello di aver dato vita
ad un personaggio il quale,dopo averlo conosciuto dai libri,
è come se prende vita e si trova a Vigata, in carne
ed ossa, nostro amico, a svolgere le sue indagini. Ciò
che risalta lo scrittore di Porto Empedocle in ogni storia
di Montalbano è l’umanità, le sue debolezze,
i suoi gusti, i pregi e i limiti. In quest’ultimo
lavoro ciò è reso più interessante
dallo stile narrativo poliziesco un po’ insolito,
con un intreccio che sembra perdersi nel nulla, fatto apposta
per descrivere un uomo che, varcata ormai la soglia dei
cinquanta, si trova a confrontarsi con gli acciacchi del
tempo, sia fisici che morali, al punto da comportarsi come
non è nel suo stile, per giungere ad un finale con
l’amaro in bocca, che lascia di stucco. Nel senso
che non lo si aspetta, e ci si trova in bocca un po’
d’amaro e un po’ di stupore. E, forse, scorgeremo
un po’ di noi in lui..
Titolo:
"La vampa d’agosto"
Autore: Andrea Camilleri
Casa Editrice: Sellerio
Anno : 2006