Nel sud-est asiatico è il
fenomeno letterario del momento. Si tratta del diario scritto
da una giovane dottoressa vietnamita al tempo della guerra
del Vietnam, di appunti presi tra un’operazione e
l’altra, di pensieri scritti tra un bombardamento
statunitense e una vittoria vietnamita.
Il diario, pubblicato nel 2005 e in corso di traduzione
in varie lingue, non rievoca soltanto il sibilo dei caccia
statunitensi, il Napalm, i bambini nudi e piangenti per
strada, i villaggi distrutti, le grida dei feriti, i contadini
diventati vietcong e i vietcong diventati eroi, ma, con
particolari della vita privata e sociale della sua autrice,
Dang Thuy Tram, - uccisa il 22 Giugno 1970 dalle truppe
USA mentre difendeva, a soli 27 anni, l’ospedale della
provincia di Quand Ngai in cui lavorava – descrive
la vita di una giovane e coraggiosa ragazza impegnata ad
assistere in prima linea i propri compatrioti e spiega l’odio
nei confronti degli americani e di quei <<boss
comunisti…che divorano l’onore del Partito>>.
Queste memorie sono diventate un bestseller che ha già
venduto 300.000 copie e che ha reso celebre il nome dell’autrice.
In Vietnam le vengono intitolate strade, piazze, scuole,
e si inizia a parlare di “Anna Frank del Vietnam”,
poiché sono molti coloro che, pur consapevoli delle
diversità storico-politiche tra la follia nazista
e l’invasione americana del Vietnam, credono che le
due cose coincidano sotto il profilo della loro incomprensione
umana. La stessa Dang Thuy Tram nel suo diario scriveva
<<…che siamo tutti umani, ma alcuni sono
così crudeli da voler bagnare il loro albero d'oro
con il sangue degli altri. Non c'è mai abbastanza
per soddisfare la cupidigia e le folli ambizioni di questi
demoni assetati di sangue>>.
Trovato in Vietnam da un ufficiale militare statunitense,
Frederic Whitehurstun, che lo salvò dal fuoco cui
erano destinati tutti gli scritti reputati non interessanti
a fini militari, lo scritto venne conservato per ben 35
anni nella mansarda della casa dell’ex militare, il
quale solo nel 2005 decise di rintracciare la famiglia di
Dang Thuy Tram per restituire il diario, il quale, oggi,
oltre ad essere diventato un simbolo della memoria per una
parte del Pacifico, rischia, per la capacità di mostrare
l’altro volto della guerra del Vietnam, di far commuovere
il mondo intero.