La disgregazione dei rapporti umani
di Francesco Lipari

Un esame di coscienza, di tanto in tanto, fa bene. In tal modo, persino affermazioni che a furia di ripeterle ci appaiono sterili, acquistano un significato diverso. È il caso della crisi della famiglia e dei rapporti umani in genere.
Ritengo interessante e utile ricordare un’opinione di Michele Serra apparsa qualche anno fa su Repubblica, nei giorni in cui la cronaca era dominata dai delitti di Novi Ligure compiuti da due fidanzatini allora minorenni, Erika ed Omar: in un articolo, l’illustre giornalista sosteneva che la crisi di valori non è da attribuire al vuoto; al contrario, è tutta colpa del pieno: i ragazzi trascorrono la loro giornata indaffarati in mille impegni, il cui svolgimento sottrae tempo alla riflessione sul senso dell’esistenza e sulle cose veramente importanti.
Siamo figli di un’era in cui la parola d’ordine è “competitività”, in economia come nella vita privata: dobbiamo studiare, lavorare, imparare le lingue, l’informatica, fare sport, viaggiare e chi più ne ha più ne metta. Se la sera capita di cenare tutti insieme, nei pochi minuti dedicati alla consumazione del pasto, a farla da padrona è la televisione; dopo ognuno si chiude in una stanza diversa a svolgere le proprie attività.
Le nostre personalità sono in continua evoluzione, tanto è vero che a cinquanta anni non si è più come a venti o come si sarà a settanta. I rapporti sociali con le persone care devono essere caratterizzati dal continuo scoprirsi e per raggiungere questo obiettivo è indispensabile, in primo luogo, non uccidere il dialogo. Trincerandosi dietro il silenzio e la routine non si ha modo d’assorbire il naturale cambiamento dell’altro con il risultato che, col passare del tempo, davanti a noi ci sarà un’altra persona, che non conosciamo.
Siamo figli di un’era in cui se facciamo poche cose ci annoiamo e ci sentiamo emarginati dalla società, perché abbiamo l’impressione di non esserne all’altezza; e facendone troppe siamo soggetti alle nevrosi e all’incuria della vita di relazione.
È ovvio che un simile disagio sociale implica una certa voglia di staccare la spina per liberare la mente. Ciascuno cerca un modo per scaricarsi come meglio può ma non sempre la scelta è salutare. Purtroppo molte persone preferiscono eccedere con l’alcool, trasgredire facendo uso di droghe o spingendo sull’acceleratore. Le vittime sono soprattutto giovani, perché vivono un’età in cui è difficile trovare da soli un equilibrio che spetterebbe alle famiglie e alla società di dare. Inoltre è il periodo della vita in cui la morte sembra un evento che non tocca, che capita sempre agli altri.
L’analisi fatta è solo una parziale spiegazione della crisi dell’uomo contemporaneo. Altre ve ne sono che eccedono dai limiti di questa sede ma tutte hanno in comune l’essere generate in un’epoca in cui si cresce in balia di messaggi che pongono al centro l’individualismo, il denaro, l’ambizione, il potere, il successo a scapito dell’uomo e di tutti i valori che lo riguardano veramente: l’amicizia, l’amore, l’altruismo, la pace con se stessi. I valori negativi sopra elencati hanno la forza di contaminare quelli sani dandoci l’idea che questi ultimi siano beni da assoggettare alla logica del consumo, materializzando una sfera che per natura non può esserla.

(pubblicao il 20 Novembre 2005)

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Webmaster "Radio Itauspes" & Francesco M. / Admin Alessandro Di Maio
© 2005 "la specula" - Political, cultural and social obervatory on the world Osservatorio politico, culturale e sociale sul mondo Observatorio politico, cultural y social sobre el mundo
In ottemperanza con la nuova legge sull'editoria italiana, si segnala che laspecula.com non è' un periodico. Qualunque testo vi appaia non ha alcun tipo di cadenza predeterminata nè predeterminabile. Non essendo una testata giornalistica, non esiste editore. Tutti i contenuti sono a responsabilità e copyright dei siti linkati o di chi li ha scritti. I dati sensibili relativi alla legge sulla privacy sono tutelati in ottemperanza alla legge 675/96 e dal dpr 318/99. Il contenuto del sito può essere liberamente citato, linkato ed anche copiato (a patto si citi laspecula.com come fonte). Per qualunque altra informazione scrivere alla redazione.
We advice to visualize the web site with 1024 x 768 pixels and with a "middle" character Consigliamo una risoluzione 1024 x 768 pixels e un carattere "medio" Consejamo una risoluciòn 1024 x 769 y un caracter "medio"