Fondo
Monetario Internazionale e crisi economiche
di Luigi Borgognoni
L’Fmi nasce nel ’45
per agevolare i rapporti tra le nazioni nel campo della
politica monetaria e valutaria e i pagamenti internazionali,
soprattutto mediante prestiti. Il Fondo è costituito
dalle quote associative pagate dagli Stati aderenti (moneta
nazionale + oro).
Nella realtà, però, l’Fmi usa le crisi per
imporre politiche recessive.
Soprattutto l’’ex-direttore Michel Camdessus (“il pompiere
piromane” e “la sua banda di esperti” Le Monde Diplomatique,
gennaio 2005) ha compiuto, con Indonesia e Argentina due
capolavori di “aiuto economico”.
In Indonesia, nel ’97, l’Fmi ha inneggiato alle speculazioni,
ritenendole frutto del mercato liberale. La fuga dei capitali
ha svalutato la rupia dell’80%; dopo il prestito (circa
25 miliardi di dollari) ha preteso strette di bilancio tali
da affamare la popolazione, provocare fallimenti a catena,
chiusura delle banche, crollo dell’occupazione…
Michel Camdessus si è distinto per l’insistenza con
cui chiede che siano adottate politiche che conducono alla
crisi, senza certezza di riuscita, con rischi enormi per
i paesi in via di sviluppo.
La Malesia - che ha rifiutato il “piano” di Camdessus -
imponendo regole alle banche, hamantenuto il controllo dei
cambi e contenuto il tasso di interessi (6,4%), pur in mezzo
alle aspre critiche dell’Fmi.
Perfino la Banca Mondiale ha dovuto ammettere che raddrizzare
i bilanci significa, spesso, sopprimere le cure mediche
per i non abbienti, o chiudere le scuole…e che le cifre
non devono avere più peso degli esseri umani.
Tre anni dopo…tocca all’Argentina:
- tracollo industriale, l'esplosione della miseria (1)
- riduzione del 15% dei prezzi internazionali per i prodotto
latino-americani;
- crisi del commercio con gli USA e, di conseguenza
- stagnazione dei consumi
- crollo investimenti esteri non più redditizi;
- declino economico, disoccupazione crescente (la più
elevata del dopoguerra) 30%
L’Fmi spinge l’Argentina a tagliare drasticamente la spesa
pubblica, le imprese straniere la
saccheggiano (servizi pubblici e banche); i governi neoliberali
corrotti la portano al fallimento economico.
Camdessus lasciò l’Fmi dopo 13 anni con un mese di
anticipo, diventando consigliere di Giovanni Paolo II.
L’attuale presidente argentino, Nestor Kirchner, all’apertura
del Vertice delle Americhe, ha criticato duramente l’Fmi,
perché “ha dato 9 miliardi di dollari a chi non pagava
e continuava a spendere” e ora “ci nega la rinegoziazione
del debito se non accettiamo certe condizioni, che coincidono
con le stesse politiche che ci hanno condotto al collasso”.
No ai condizionamenti contraddittori del Fmi, uguaglianza
nel sistema finanziario e commerciale internazionale.
“Un accordo non può essere un cammino a senso unico,
di prosperità in una sola direzione”.
L’India e la Cina, fuori da liberalizzazione del commercio
e integrazione finanziaria costituiscono eccezioni notevoli
(fonte ONU). Vince chi riesce a divincolarsi dall’abbraccio
mortale della burocrazia degli organismi internazionali.
Note:
(1)
Documentati dal film di Fernando
Solanas, Memorie del saccheggio, Orso d'oro a Berlino, 2004.
(pubblicato
il 5 Dicembre 2005)