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Carmelo Junior Ingegnere

 

 

Il commercio equo e solidale
di Carmelo Junior Ingegnere

Sono passati circa trent’anni da quando dei “pionieri” olandesi decisero di mettere insieme energie ed esperienze al fine di creare attività economiche di appoggio e sostegno concreto ai produttori del sud del mondo. Quel progetto, che oggi si chiama in maniera ampia “commercio equo e solidale”, ma che in realtà riguarda nello specifico tante piccole attività ad esso collegate, è sorprendentemente andato avanti, facendosi strada tra mille difficoltà e, addirittura, annuncia favorevoli sviluppi futuri.
Questo progetto è nato dalla riflessione di alcuni operatori economici che, di fronte ad un mercato che regola i suoi rapporti in maniera diseguale tra produttori del sud e distributori del nord, in cui i secondi dettano le regole, i tempi, ed i costi di produzione, si sono impegnati nella creazione di una forma alternativa di commercio, partendo dal presupposto di globalizzare i diritti e l’inclusione piuttosto che lo sfruttamento e la prevaricazione del grande capitale.
Partendo da ciò, si decise di creare rapporti diretti coi produttori del sud del mondo, stabilendo con loro i costi ed il mercato in cui i prodotti venivano commercializzati, e la relativa commercializzazione di questi prodotti in apposite botteghe, denominate “botteghe del mondo”. Le organizzazioni del commercio equo e solidale devono sottoscrivere una speciale “carta dei criteri” in cui sono stabiliti modi e finalità dello scambio. In questa carta,fra le altre cose, c’è scritto che, oltre a promuovere una economia equa e sostenibile, da questo commercio devono rimanere fuori tutte quelle associazioni con fini di lucro o contrari ai principi di giustizia sociale. Inoltre, ciò che contraddistingue il commercio equo e solidale dal commercio “tradizionale”, è la trasparenza dei costi, della produzione, dell’origine del prodotto e del fatturato. Gli acquirenti che transitano nelle Botteghe del Mondo sono molto spesso consumatori critici, esaminatori attenti di ciò che consumano o comprano. Infatti, una delle caratteristiche di questo commercio è anche la genuinità del prodotto, che, anche se a volte costa leggermente di più, garantisce una qualità in altri posti non ottenuta. Il consumo critico di questi prodotti, ha portato ad uno sviluppo che sembra destinato a crescere, come dimostrano le statistiche annuali di “AltroMercato” , la maggiore organizzazione del commercio equo e solidale in Italia e la seconda nel mondo. Questo sviluppo ha permesso una maggiore capacità decisionale nei processi economici da parte di chi, in parti svantaggiate del pianeta, ne era tenuto fino ad ora lontano. Anche se non risolve tutte le contraddizioni economiche presenti nel nostro sistema, la promozione del commercio equo e solidale offre una strada diversa, per il produttore ed il consumatore.

-- pubblicato il 14 Gennaio 2007 --
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