Le festività
natalizia sono finite e come consueto, dopo abbondanti e
deliziosi cenoni - con una spesa che può ammontare
anche a cento euro a persona – ci si ritrova appesantiti
così tanto da ripetere alla nausea di volersi mettere
a dieta per qualche giorno, giusto per smaltire le calorie
in eccesso.
Eppure, nonostante questi rituali per noi comuni, nel mondo
c’è chi vive con meno di un dollaro al giorno
e tentare di mangiare qualcosa, quotidianamente, sia pure
rimediata in una pattumiera, è già una festa.
A Capodanno si è soliti salutare l’arrivo dell’anno
nuovo con i botti per i quali gli appassionati spendono
decine o centinaia di euro (sono calcolate a parte le spese
del servizio sanitario nazionale per tutti gli infortuni
che purtroppo conseguono a questo tipo di pratica, 500 quest’anno).
Purtroppo in molti paesi sono in corso delle guerre - ai
più sconosciute, consci solo della più pubblicizzata
guerra in Iraq - in cui i botti – di altro genere
- sono una realtà quotidiana che chi le vive farebbe
volentieri a meno.
Da noi è arrivata anche l’influenza, che lascerà
a letto più di sei milioni di italiani. I sintomi
più comuni sono dolori alle ossa, mal di testa, mal
di gola, febbre alta. Al peggio una settimana a letto, al
riposo, bevendo tante bevande calde e prendendo delle comunissime
medicine. I soggetti più a rischio o chi voleva scamparla
potevano vaccinarsi, a un prezzo accessibile per chiunque.
Purtroppo non è così dappertutto: ci sono
realtà in cui un banale raffreddore può essere
letale a dei sistemi immunitari debilitati dalla denutrizione.
In certi paesi, il morbo più temuto colpisce più
persone di quanti in Italia ne fa vittima l’influenza:
si chiama AIDS, è una piaga che in Africa assume
proporzioni catastrofiche, per la quale non c’è
possibilità di guarigione.
Discorsi come questi vengono proposti in diverse salse,
ogni anno. Sfortunatamente dicono il vero, mettono in evidenza
il contrasto tra il nord e il sud del mondo e lo squilibrio
tra chi vive nell’abbondanza e chi nell’estrema
miseria. E c’è di più: l’attuale
generazione consuma quello che per secoli non è stato
consumato dai loro nonni. Di questo passo, stando alle previsioni
degli esperti, il pianeta “esploderà”.
Occorre trovare un sistema economico che distribuisca in
modo equo le ricchezze del pianeta. Ormai questo pensiero
non è più monopolio di no global, ambientalisti
e partiti di sinistra. Persino il papa Benedetto XVI ne
ha segnalato l’esigenza. Come a dire: ben vengano
le missioni di laici e religiosi nel terzo mondo. Ma come
tampone, perché occorre intervenire in modo strutturale
sul sistema economico mondiale, per superare l’indegna
condizione di cui è vittima un’immensa schiera
di esseri umani che nascono con i nostri stessi diritti
ma per i quali la vita assume ben altra direzione.