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Francesco Lipari

 

 

Parola di Capodanno
di Francesco Lipari

Le festività natalizia sono finite e come consueto, dopo abbondanti e deliziosi cenoni - con una spesa che può ammontare anche a cento euro a persona – ci si ritrova appesantiti così tanto da ripetere alla nausea di volersi mettere a dieta per qualche giorno, giusto per smaltire le calorie in eccesso.
Eppure, nonostante questi rituali per noi comuni, nel mondo c’è chi vive con meno di un dollaro al giorno e tentare di mangiare qualcosa, quotidianamente, sia pure rimediata in una pattumiera, è già una festa.
A Capodanno si è soliti salutare l’arrivo dell’anno nuovo con i botti per i quali gli appassionati spendono decine o centinaia di euro (sono calcolate a parte le spese del servizio sanitario nazionale per tutti gli infortuni che purtroppo conseguono a questo tipo di pratica, 500 quest’anno).
Purtroppo in molti paesi sono in corso delle guerre - ai più sconosciute, consci solo della più pubblicizzata guerra in Iraq - in cui i botti – di altro genere - sono una realtà quotidiana che chi le vive farebbe volentieri a meno.
Da noi è arrivata anche l’influenza, che lascerà a letto più di sei milioni di italiani. I sintomi più comuni sono dolori alle ossa, mal di testa, mal di gola, febbre alta. Al peggio una settimana a letto, al riposo, bevendo tante bevande calde e prendendo delle comunissime medicine. I soggetti più a rischio o chi voleva scamparla potevano vaccinarsi, a un prezzo accessibile per chiunque.
Purtroppo non è così dappertutto: ci sono realtà in cui un banale raffreddore può essere letale a dei sistemi immunitari debilitati dalla denutrizione. In certi paesi, il morbo più temuto colpisce più persone di quanti in Italia ne fa vittima l’influenza: si chiama AIDS, è una piaga che in Africa assume proporzioni catastrofiche, per la quale non c’è possibilità di guarigione.
Discorsi come questi vengono proposti in diverse salse, ogni anno. Sfortunatamente dicono il vero, mettono in evidenza il contrasto tra il nord e il sud del mondo e lo squilibrio tra chi vive nell’abbondanza e chi nell’estrema miseria. E c’è di più: l’attuale generazione consuma quello che per secoli non è stato consumato dai loro nonni. Di questo passo, stando alle previsioni degli esperti, il pianeta “esploderà”.
Occorre trovare un sistema economico che distribuisca in modo equo le ricchezze del pianeta. Ormai questo pensiero non è più monopolio di no global, ambientalisti e partiti di sinistra. Persino il papa Benedetto XVI ne ha segnalato l’esigenza. Come a dire: ben vengano le missioni di laici e religiosi nel terzo mondo. Ma come tampone, perché occorre intervenire in modo strutturale sul sistema economico mondiale, per superare l’indegna condizione di cui è vittima un’immensa schiera di esseri umani che nascono con i nostri stessi diritti ma per i quali la vita assume ben altra direzione.

-- pubblicato il 14 Gennaio 2007 --
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