La punta dell’iceberg
di Sergio Carrubba

Le vicende di Kate Moss, Franco Calissano e Lapo Elkann hanno sconvolto l'opinione pubblica e scosso il mondo dell’alta società, mostrando ciò che tutti sapevano ma nessuno ammetteva, cioè la forte diffusione della droga tra i c.d. “vip”.
Forse perché <<anche i ricchi piangono>>, sono cioè infelici e ricercano vie di fuga nell'uso e abuso di stupefacenti o forse per il solo sfizio di trasgredire, di andare oltre. Comunque è un dato di fatto: nel mondo delle celebrità la droga ha fissa dimora.
Da qui l’ironia di un servizio delle “Iene” trasmesso nella puntata di giovedì scorso, in cui tutti i “vip” intervistati sul caso Lapo affermavano non solo di non aver mai fatto uso di droga, ma addirittura di non essere mai stati invitati a farne uso e di non aver mai visto nessuno “farsi qualche pista”. Tutti angeli allora? Beh traendo ispirazione proprio dal programma Mediaset, si potrebbe dire: <<questa è proprio una ca….,una vera ca…. ,una grande, strepitosa, gigantesca caz….a!>>.
Siamo proprio all’apice dell’ipocrisia. Tutti pronti a criticare, a definirsi l’emblema della semplicità, ma si deve veramente credere che questi tre poveri sfigati (fino ad un certo punto dato che ci sono migliaia di giovani caduti nel tunnel della droga e “lasciati al buio” senza mezzi per uscirne) siano le uniche celebrità a fare uso di droga? Si deve credere che il mondo della moda, dello spettacolo sia nitido, privo di macchie?
Di certo anche Lapo Elkann se fosse stato intervistato prima del fattaccio, si sarebbe descritto come un ragazzo tutto casa, chiesa e stadio; invece è stato trovato “strafatto” a casa di una transessuale (senza voler criticare con ciò i gusti sessuali che sono liberi e insindacabili).
La realtà, quindi, sembra ben diversa, non serve a niente e a nessuno nasconderla. Anzi, bisognerebbe avere il coraggio di denunciare il problema prima di toccare il fondo. Oramai, però, il messaggio mediatico per i “vip” - più o meno importanti - è chiaro: una volta beccati con le mani nella marmellata, chiedere scusa e riabilitarsi. E' il caso di Calissano, che dopo la concessione degli arresti domiciliari si è trasferito in una comunità per riabilitarsi; ma anche quello di Kate Moss, la modella beccata in pino a sniffare e ora rinchiusa in un centro di riabilitazione in Arizona, dove pare si stia sottoponendo ad un regime ferreo di cure.
Chi sarà il prossimo? Ci sarà qualcuno che manifesterà il proprio disagio e chiederà aiuto prima di essere colto sul fatto? Solo il tempo potrà dirlo…

(pubblicato il 18 Ottobre 2005)

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