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Francesco Lipari

 

 

DICO, estratti del decreto

di Francesco Lipari

I Dico sono sempre più spesso oggetto di discussione politica e ricevono critiche e plausi trasversali.
Al fine di capirne di più di questa proposta di legge, riportiamo alcuni estratti  del ddl che è stato presentato al parlamento e che può essere tuttavia modificato.
Sono destinatarie della legge “Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il secondo grado, affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno”, (art. 1)
Al convivente spettano dei poteri di rappresentanza in situazioni delicate, prevedendo nel “caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, al fine di concorrere alle decisioni in materia di salute” ed “in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie” (art. 5)
Importanti novità circa il rilascio dei permessi di soggiorno che “il cittadino straniero extracomunitario o apolide, convivente con un cittadino italiano e comunitario, che non ha un autonomo diritto di soggiorno” può richiedere se il ddl divenisse legge dello stato. (art. 6)
“In caso di morte di uno dei conviventi che sia conduttore nel contratto di locazione della comune abitazione, l’altro convivente può succedergli nel contratto, purché la convivenza perduri da almeno tre anni ovvero vi siano figli comuni” (art. 8).
Nel campo del diritto del lavoro vengono attribuite al convivente diritti che finora spettavano solo al coniuge, prevedendo che “la legge e i contratti collettivi disciplinano i trasferimenti e le assegnazioni di sede dei conviventi dipendenti pubblici e privati al fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo tra i requisiti per l’accesso al beneficio una durata almeno triennale della convivenza” (art. 9).
Dopo nove anni “il convivente concorre alla successione legittima dell’altro convivente” (art.11 c.1) e lo stesso decorso di tempo “fatti salvi i diritti dei legittimari, spettano i diritti di abitazione nella casa adibita a residenza della convivenza e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. (art 11 c. 4)
E inoltre “nell’ipotesi in cui uno dei conviventi versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, l’altro convivente è tenuto a prestare gli alimenti oltre la cessazione della convivenza, purché perdurante da almeno tre anni, con precedenza sugli altri obbligati, per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza”. (art 12)
Intanto è fissato per il prossimo 12 maggio il family day, l’iniziativa promossa dalle organizzazioni cattoliche a favore della famiglia. La manifestazione nasce soprattutto dall’esigenza di manifestare contro l’approvazione dei Dico, ritenuti da cattolici e laici un matrimonio di serie B. Tuttavia, Giovanni Giacobbe, uno degli organizzatori, ci tiene a precisare che «il family day non è una risposta né alla manifestazione gay di piazza Farnese e nemmeno al ddl sui Dico» ma soltanto un’occasione per chiedere politiche di sostegno per le famiglie. Aderirà alla manifestazione anche il guardasigilli Clemente Mastella.

-- pubblicato l'8 Aprile 2007 --
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