Il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia vede sfidarsi la socialista Segolene Royal e il conservatore Nicolas Sarkozy.
L’atteso faccia a faccia dello scorso 3 maggio ha mostrato per oltre due ore dei candidati pieni di grinta, con una Royal - data già in svantaggio nei sondaggi di circa 9 punti percentuali - che cercava di conquistare gli elettori indecisi, nella speranza di rimontare. Ciò, tuttavia, non si è verificato neanche dopo il confronto. Per il resto, lui è apparso più flemmatico, lei più impulsiva: strategie e caratteri diversi.
Sarkozy fa spesso riferimento al suo passato da ministro sfoggiando cifre con sicurezza: «Sono stato ministro dell'Interno ho trovato una situazione disastrosa, in cui la violenza era esplosa. All'epoca di Jospin la violenza era aumentata del 18 % con Chirac è diminuita del 10%, con un milione di vittime in meno».
S’infuoca il dibattito quando si parla di lavoro. Sarzoky, il quale peraltro vorrebbe detassare le ore di straordinario, contesta le 35 ore perché «non hanno creato occupazione».
E allora perché «non ha soppresso le 35 ore in questi 5 anni? » si chiede la candidata socialista, dando poi la sua risposta: «Le 35 ore hanno creato un milione di posti di lavoro», benché siano «troppo rigide» e dunque «bisogna lasciare la libertà al lavoratore di scegliere se lavorare di più e quindi guadagnare di più».
«Metterò una tassa per aumentare le piccole pensioni» ha promesso inoltre la Royal, precisando che «le vite non sono le stesse» dato che «c'è chi ha subito un incidente sul lavoro, chi ha fatto un lavoro pesante e vuole smettere prima, chi non ha mai lavorato, ma ha allevato i propri figli: anche loro hanno diritto a una pensione».
Il suo avversario invita sinistra e destra ad unirsi sulle pensioni poiché «il problema delle pensioni allo stato attuale è risolto fino al 2020».
Sull’Europa significativa la posizione del candidato conservatore, contrario all’ingresso della Turchia nella Ue, mentre per l’avversaria non bisogna «chiudere le porte».
Per il resto, i candidati propongono le ricette comuni dei partiti di “famiglia” europei: la destra parla di ridurre le spese tagliando sui servizi, puntando sul guadagno del singolo che, speso, contribuisce a far girare l’economia; la socialista vuole rafforzare prevalentemente lo stato sociale, puntando a trovare le risorse adeguate prelevandole dai ceti più abbienti.
A chiusura della campagna elettorale, l’ultimo tentativo di rimonta della Royal che, non riuscita nell’intento di recuperare lo svantaggio con il dibattito televisivo, mette in guardia i francesi sul «pericolo per l'unità della Repubblica, per la pace sociale e per i servizi pubblici» che la vittoria della destra comporterebbe. Stessi toni in radio: «E' mia responsabilità oggi mettere in guardia la gente dal rischio della candidatura [dell’ avversario, n.d.r.] per la violenza e la brutalità che scatenerebbe nel Paese», soprattutto riferendosi al rischio di esplosione violenta delle periferie, già protagoniste in passato.
La prende con ironia Sarzoky: «Non è di buon umore stamattina», ha detto riferendosi alla Royal «devono essere i sondaggi di opinione».