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Stefano Bossotto

 

 

Goobye to Blair: la fine di un'era

di Stefano Bossotto

Tony Blair ha dato ufficialmente le dimissioni che diventeranno operative il prossimo 27 giugno, lasciando però da subito la guida del partito. Come suo successore ha formalmente designato Gordon Brown, attuale Ministro delle Finanze, sia alla guida del partito che come prossimo Primo Ministro. Sul suo operato Blair ha dichiarato che “nessun governo dal 1945 ha ottenuto così tanto, oggi la Gran Bretagna è un paese profondamente cambiato, non è un paese che segue altri, è un paese leader”.
Blair ha anche ammesso di aver commesso errori e si è giustificato dicendo che “è stato un onore servire questo Paese. Con la mano sul cuore posso dire che ho fatto ciò che mi sembrava giusto per il mio Paese, mi scuso per le volte che ho fallito". Nonostante durante i tre mandati di Blair vi sia stata una crescita costante dell’economia e una diminuzione del tasso di disoccupazione, il nodo principale che ha fatto perdere consensi nei Labour è stata la lunga e costosa guerra in Iraq. In merito alla guerra in Iraq Blair ha commentato dicendo che “nel mio cuore, la sentivo giusta. Le conseguenze sono state dure, senza fine e costose e per molti semplicemente non n'è valsa la pena ma fare la cosa giusta significa fare ciò che nel proprio cuore veramente si è convinti che sia giusto. Prendere decisioni è una cosa dura bisogna ascoltare la gente, ma non sempre la gente è d'accordo su tutto.
Quando si governa bisogna saper dare una risposta. Non una risposta qualunque, ma la risposta". Nel suo discorso d’addio Blair ha fatto anche un confronto fra il passato ed il presente facendo notare come la Gran Bretagna si sia sviluppata negli ultimi anni, Blair ha dichiarato che ora il “paese è a suo agio nella globalizzazione. Londra è la capitale mondiale della finanza, nessun Paese attrae così tanti investimenti come la Gran Bretagna. E pensate alla cultura della Gran Bretagna. Intendo dire, i nostri valori, il salario minimo, le vacanze pagate sono un diritto, c'è il permesso di maternità pagato che è tra i migliori in Europa. C'è solo un governo dal 1945 che possa dire tutte le cose seguenti: più posti di lavoro, meno disoccupazione, migliori risultati in fatto di salute e istruzione, minore criminalità e crescita economica per tutti gli strati della società. Solo uno, questo".
Quasi sicuramente non si andrà ad elezioni anticipate come chiesto soprattutto dai Liberal-Democratici, quindi il successore verrà deciso dallo stesso Blair. Gordon Brown, sicuramente prossimo Premier, dovrà comunque impegnarsi a fondo per far recuperare fiducia nei Labour.
Avrà due anni a disposizione prima delle prossime elezioni e dovrà necessariamente introdurre elementi di novità nella politica e dovrà soprattutto presentarsi come l’uomo del rinnovamento, visto che al momento attuale la sola possibilità di cambiamento si vede nell’attuale opposizione. Nel programma di Brown vi sarebbe la modifica della costituzione per dare più potere ai parlamentari eletti, e soprattutto, in merito all’Iraq, procedere con la ricostruzione e favorire lo sviluppo economico e la riconciliazione del paese.
E’ da notare, comunque, che Tony Blair si ritira dalla vita politica a 54 anni dopo aver guidato il paese per 10 anni, attraverso 3 mandati.

-- pubblicato il 20 Maggio 2007 --
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