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Francesco Lipari

 

 

Coppie di fatto: non si arrabbi il Vaticano

di Francesco Lipari

Il governo presenterà un disegno di legge per giungere a una normativa che regolamenti le unioni di fatto entro il 15 febbraio.
La strada imboccata sembra quella di una certificazione anagrafica delle convivenze, indicando, nella scheda anagrafica, un legame affettivo da cui scaturiscono una serie di diritti.
Da decidere il periodo di tempo minimo da trascorrere per parlare di convivenza stabile e godere di tutti i benefici connessi: alcuni indicano tre anni, altri cinque, altri ancora propongono un tempo maggiore.
Tuttavia, il cammino per giungere alla legge non si presenta privo di ostacoli per il governo, per le posizioni contrarie provenienti da gruppi di ispirazione cattolica all’interno della stessa maggioranza.
Primo tra tutti Clemente Mastella: “Sono favorevole all'ampliamento dei diritti individuali, anche per gli omosessuali, ma non accetto l'omologazione delle coppie di fatto con la famiglia” ha dichiarato il guardasigilli.
La Chiesa Cattolica ha fatto sentire la sua voce di dissenso in più occasioni, tra le quali spicca quella del segretario generale della Cei, Betori: “I pacs scardinano i valori sociali”, afferma il monsignore e precisa:“Se noi pensiamo di poter mettere accanto a quello della famiglia monogamica (composta da un uomo e una donna che si mettono insieme per la vita perché vogliono il bene reciproco e della società) altri modelli che non hanno in sé tutti questi elementi, noi scardiniamo […] i valori che presentiamo ai giovani e alla società”. Propone poi una politica di appoggio alla famiglia, soprattutto in materia di incentivo alla natalità, come quella che si è applicata in Francia.
Un’osservazione critica su questo specifico punto giunge dalla penna di Marco D’Eramo de “Il Manifesto”: “In tv il nuovo segretario della Conferenza episcopale italiana (Cei) ci ha consigliato d'imparare dalla Francia, quanto a politica familiare: è vero che monsignor Giuseppe Betori si riferiva agli incentivi alle nascite, ma […] la Francia incentiva tutte le nascite” e “in Francia la maggioranza dei figli nasce da genitori non sposati e le convivenze superano di gran lunga i matrimoni”.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Madrid, prova a far da arbitro auspicando che un legge sulla regolamentazione delle coppie di fatto venga fatta con la mediazione del Vaticano. Romano Prodi, da Addis Abeba, approva le parole del capo dello Stato e ascolterà la Chiesa.
Ottimista il leader dei Ds Fassino: “Si possono realizzare convergenze. Quando siamo stati noi all' opposizione, non sempre abbiamo votato no. I pacs sono una legge di civiltà e come tale il provvedimento non ha colore”.
Opinione analoga del presidente del Senato, Marini: si tratta di “una risposta positiva ad una richiesta di diritti, è un fatto di civiltà”. Per Grillini (Ds): “Una buona legge sulle coppie non tradizionali deve avere al centro due punti secondo noi decisivi” cioè “l'esplicita menzione nella definizione di conviventi delle coppie dello stesso sesso”e “l'opponibilità a terzi ovvero i diritti pubblicistici come la pensione di reversibilità, il diritto a rimanere nell'abitazione comune, l'accesso ai bandi di edilizia popolare, il diritto dovere di assistenza ospedaliera”, ecc.
Critica l’opposizione. Maroni (Lega): “Siamo radicalmente contrari a qualsiasi proposta che snaturi il ruolo centrale che la famiglia naturale fondata sul matrimonio ha nella nostra società”. Bertolini (FI): “Prodi vuole distruggere la famiglia e i pilastri della nostra civiltà. Calpesta i dettami del Santo Padre e però si definisce cattolico”. Cesa (Udc): “Ci auguriamo che i teodem che militano nel centrosinistra ma che la pensano come noi siano coerenti nell'unirsi all'Udc che si opporrà al provvedimento del governo sulle coppie di fatto”.
Qualche spiraglio dal leader di AN, Gianfranco Fini, che invita l’opposizione a “deporre la spada dell’integralismo” precisando che “ci sono delle realtà di fatto che non possono essere equiparate alle famiglie ma se determinano discriminazione devono essere affrontate in modo sereno”.
Cossiga, senatore a vita il cui voto potrebbe essere determinante considerata l’esigua maggioranza dell’Unione a Palazzo Madama, dichiara che voterà secondo le indicazioni della Chiesa Cattolica.
Critiche arrivano dal Prc, per ragioni opposte a quelle dei cattolici. Titti De Simone afferma che “il paese è pronto ad una legislazione sul riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali, ma purtroppo questo Parlamento, così come quello della passata legislatura, è caratterizzato da una arretratezza inaccettabile”.

-- pubblicato il 4 Febbraio 2007 --
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